Migrante rapisce neonata in ospedale, condanna

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E’ stata condannata a 3 anni di carcere la 33enne ecuadoriana imputata a Milano per aver tentato di rapire una neonata nel luglio scorso alla clinica Mangiagalli. Non era uno scherzo.

La richiesta del pm che era di 4 anni e 6 mesi. Ma i migranti hanno sempre un bonus.

L’immigrata, residente a Mediglia, paese nel Milanese, da giorni si aggirava nei pressi del nido della clinica. Quando ha rapito la neonata è stata inseguita da un’infermiera, una volta bloccata “non ha potuto fare altro che riconsegnare la bambina” e a riprova della sua “determinazione” nel compiere il fatto c’era anche la borsa che la donna aveva con sé: dentro c’erano cappellini rosa, guantini, calzini, scarpette, un biberon e pure un braccialetto come quelli che in genere si mettono al polso dei bimbi appena nati per identificarli e per evitare che siano scambiato o sottratti dalle loro culle. Lo avrebbe fatto sparire.

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Il difensore, l’avvocato Nicola D’Amore, aveva sostenuto che la sua assistita aveva compiuto il gesto in un momento in cui era incapace di intendere e volere. Sono sempre ‘incapaci di intendere e volere’.

L’espulsione a fine pena no?




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