Profugo pesta a sangue volontario, lo riduce in fin di vita

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Sono fuori controllo. L’ultimo grave episodio di violenza da parte di un cosiddetto profugo è avvenuto in un centro di accoglienza ai danni di un operatore.

È accaduto a Milano, nella serata di ieri presso l’hotel Ambra di San Zenone al Lambro dove alloggiano da tempo, troppo tempo, oltre 150 clandestini, gestiti dalla famigerata fondazione “Fratelli di San Francesco d’Assisi”.

Ora l’operatore, pestato a sangue, è ricoverato in gravissime condizioni.

Il diciottenne, arrivato dalla Costa d’Avorio, ha prima aggredito verbalmente l’operatore della struttura, un 60enne dipendente della cooperativa “Insieme si può”, poi ha iniziato a prenderlo a calci e pugni, fino a che la vittima è caduta a terra svenuta.

Al Policlinico di Milano i medici hanno riscontrato una emorragia cranica. L’uomo è in pericolo di vita.

Il migrante è stato arrestato e oggi verrà processato per direttissima e dovrà rispondere dell’accusa di lesioni gravissime. Sempre che l’operatore sopravviva.

Il centro di accoglienza di San Zenone al Lambro era già salito agli onori delle cronache nei mesi scorsi, quando alcune decine di sedicenti profughi erano scese in strada e aveva bloccato la via Emilia per due ore.

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Una protesta clamorosa, nata in seguito al mancato riconoscimento della protezione internazionale per cinque persone, una procedura che avrebbe loro garantito di poter essere accolti in Italia con lo status di rifugiati. Con la decisione di respingimento della domanda per i cinque clandestini si sono aperte le porte dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione, in attesa di ricevere un decreto di respingimento e l’ordine di rimpatrio. Prima ancora nell’ hotel si erano verificate altre proteste da parte degli immigrati per via della qualità del cibo a loro servito e dell’alloggio.




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