Francia: 15mila islamici ‘nuovi francesi’ pronti a colpire, ovunque

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Erano entrambi già noti alle autorità e schedati come soggetti “S”, come sono identificati i ‘radicalizzati islamici’ in Francia.

Anche la fidanzatina di Radouane Lakdim, che ha fatto quattro vittime e 15 feriti nell’attaco a Trèbes, era nota ai servizi segreti.

Ma quando, come in Francia, ci sono circa 15.000 “radicalizzati” come Lakdim e fidanzati, potenziali terroristi islamici che potrebbero all’improvviso uscire di casa e fare una strage, non puoi controllarli tutti.

Ma non puoi nemmeno espellerli, perché grazie allo ius soli sono diventati cittadini. Come lo saranno in Italia tutti quelli che sono nati qui al diciottesimo anno di età: per questo è urgente cambiare la legge attuale. Salvini è troppo silente sul tema: il problema non sono, solo, i clandestini. Ma soprattutto i regolari!

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Tornando alla strage di Trèbes, la 18enne dunque era rischio, come lo era l’uomo che ha lasciato in casa un testamento in cui fa riferimento al sedicente Stato islamico (Isis) e che dal 2014 era sotto sorveglianza in Francia. “Nessun segnale premonitore lasciava presagire un passaggio all’azione terroristica”, aveva però detto il procuratore François Molins il giorno dell’attentato. Mica te lo raccontano. Mica puoi controllarli tutti 24 ore su 24. Ci vorrebbe una struttura stile Stasi.

La fidanzata di Lakdim, arrestata dopo l’attentato, è una francese nata in Marocco. Venerdì sera era stato fermato anche un amico minorenne di Lakdim. Per entrambi è stato prorogato il fermo.




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