Il giudice è romantico, la clandestina recidiva può rimanere in Italia

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Il tribunale di Reggio Emilia è frequentato da tipi strani. Dopo il magistrato comprensivo con il profugo pedofilo, abbiamo quello tutto tenerone.

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Lei albanese una clandestina albanese, già espulsa, lui un gonzo reggiano sposato dopo un incontro in Albania. Un matrimonio che nella mente della clandestina era in grado di cancellare l’effetto dell’espulsione e consentire la sua regolarizzazione.

Invece una volta prese le impronte e scoperto il re-ingresso clandestino, la donna è finita a processo.

Ma il giudice Simone Medioli Devoto si è mostrato tanto comprensivo.

La direttissima, celebrata per il reato di reingresso illegale, ha avuto un epilogo a basso impatto. Già la convalida aveva visto rimettere in libertà la ragazza, accompagnata dal marito anche davanti al giudice. Il sostituto procuratore Stefania Pigozzi, durante il patteggiamento, ha chiesto il minimo della pena con tutti i benefici di legge consentiti. La condanna prevista andrebbe infatti da 1 a 5 anni di reclusione.

Alla fine il giudice ha emesso una condanna mite a 5 mesi e 10 giorni.
Un reato che prevederebbe anche l’espulsione. La pm e il giudice le hanno dato invece la possibilità di continuare a stare in Italia.
La pena è stata infatti sospesa e la donna è stata liberata.

Sentiremo ancora parlare di questi due.

L’ennesimo caso di giustizia demenziale. Basta circonvenire un gonzo e non sei più clandestina.




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