Famiglia Pamela contro PD: “Uccisa da immigrati, non da fascisti”

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La famiglia attacca il sindaco PD di Macerata e la sua partecipazione a manifestazioni antifasciste, chiedendosi quale nesso ci sia tra la morte di Pamela e un fenomeno politico di quasi un secolo fa. Ricordando che quello che le è successo è frutto della politica governativa sull’immigrazione

Una fiaccolata per Pamela, la famiglia l’annuncia per il 13 aprile, dalle 19 alle 22 a Roma. Il ritrovo alle 19 del 13 aprile sarà alla caffetteria San Donà in via Saluzzo 33 e la manifestazione di muoverà verso piazza Re di Roma alle 19,30.

«A distanza di quasi due mesi dall’efferato omicidio di Pamela, abbiamo, noi della sua famiglia, deciso di farci portavoce del desiderio, manifestatoci da tanti cittadini, conoscenti ed amici, nonché da diverse associazioni schierate nella lotta contro la violenza di ogni genere, di promuovere una fiaccolata in suo ricordo – si legge nel messaggio comparso su Facebook -. Non sappiamo se, per quella data, si sarà già potuto celebrare il suo funerale, ma vorremmo che la città si stringesse intorno al suo ricordo, ed al dolore non solo dei familiari ma di tutti coloro che, quasi fosse una loro stessa figlia, hanno sofferto, soffrono, e soffriranno per la sua tragica morte. Quella notte la vorremmo dunque illuminare con tante fiaccole le cui fiamme possano ricordare, ciascuna, le vittime innocenti dei soprusi,dei crimini e delle guerre». Fiaccole che la famiglia spera possano illuminare «il cammino verso la verità affinché vengano consegnati alla giustizia gli autori dell’atroce omicidio di Pamela» la cui morte è «il culmine di una tragica catena di eventi maledetti» ed anche «la tragica sintesi del fallimento di certa parte dello Stato: dall’allontanamento di una ragazza con problemi psichiatrici dalla comunità dove era ricoverata al barbaro omicidio, anche frutto di una criminale politica sull’immigrazione, che peraltro consente a chi non ha, o non ha più i requisiti, di rimanere illegalmente sul nostro territorio (alimentando, il più delle volte, la malavita), di uno spaccio di droga alla luce del sole, e di tanto altro. Quanto accaduto deve segnare lo spartiacque che possa far comprendere che bisogna cambiare le cose».

La famiglia poi immagina, in un passaggio del testo quelli che potrebbero essere stati gli ultimi momenti di Pamela. Finita in trappola, impaurita, in lacrime, minacciata, stordita, «forse tenti di urlare, le coltellate, la vita, sofferta ma ancora piena di speranza, che ti passa davanti… la morte. E poi, magari, immaginare la sua anima che si stacca dal corpo… che viene nel frattempo fatto a pezzi da delle belve immani… A voi, tutto questo, sembra umano? O meglio, sembra possibile?» si chiede la famiglia. «Forse, ci si sarebbe aspettata una reazione più corale da parte di Macerata, in favore di Pamela, che, al dunque, poteva essere la figlia, la sorella, la nipote, l’amica di tutti. Non sono certo mancate, a livello individuale, le parole di conforto, gli attestati di stima e le manifestazioni di vicinanza: sono state e continuano ad essere davvero tante. Ma, a livello “macroscopico”, salvo una fiaccolata iniziale, per la quale va il ringraziamento della famiglia agli organizzatori ed ai partecipanti, è mancato, innanzitutto, ad oggi, quel coinvolgimento politico che, ad esempio, vi è stato a Firenze».

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E qui la famiglia attacca il sindaco PD di Macerata Carancini, che «ha taciuto su tutta la linea. Anzi, no: ha partecipato in pompa magna alle manifestazioni antifasciste ed antirazziste promosse nella sua città, rimanendo però oscuro a milioni di italiani, e probabilmente ai maceratesi stessi, il nesso tra quanto accaduto a Pamela e fenomeni morti e sepolti nel secolo scorso, più di sessanta anni fa. Ma qualcosa, finalmente, inizia a muoversi, in quella città (che, attraverso numerosi contatti privati, mostra la voglia di riscatto, unita però quasi ad una ombrata paura di farlo) come in altre. In alcune, sono state apposte delle targhe, in altre si svolgeranno, nei prossimi giorni, dei cortei silenziosi, e via dicendo. Ma è ancora troppo poco: le coscienze si devono davvero svegliare. Quel che è certo, Pamela, che Roma, la tua città, non ti abbandona, e sarà numeroso il suo popolo, così come i tuoi amici e, naturalmente, la tua famiglia, a partecipare alla fiaccolata in tuo ricordo».




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