200 Rom occupano ospedale Brescia, esigono che il loro morto “resusciti”

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Hanno occupato in massa la sala d’aspetto del reparto di Rianimazione, per chiedere ai medici di non staccare la spina a uno zingaro colpito da un aneurisma cerebrale: la protesta è andata in scena nel tardo pomeriggio di mercoledì all’ospedale Civile di Brescia.

Protagonista un’intera comunità di nomadi del Bresciano: erano circa in 200 ad esigere di procrastinare il distacco dalle macchine di un 35enne, membro del clan.

Tanto da imporre ai medici di rimandare l’estubazionea al giorno successivo, perché i membri del clan dovevano pregare per la “resurrezione” dello zingaro.

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Molti i disagi creati: corridoi ingolfati e passaggi quasi bloccati hanno indispettito le tante persone che si dovevano recare a fare visita a parenti e amici ricoverati nei reparti del satellite Ovest dell’ospedale cittadino. Ma si sa, gli zingari sono specie protetta, non pagano le tasse, ma usufruiscono dei servizi.

A evitare scontri e tensioni, ma non a sgomberare gli zingari molesti, hanno pensato Carabinieri e Polizia.




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