Firenze fuori controllo: “Ti taglio la gola” – VIDEO

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Immaginate di essere un giapponese. Arrivate da un posto a criminalità zero, perché non ci sono immigrati, soprattutto africani. E di venire in Italia ad imparare l’arte di fare il cappuccino.

“Ti taglio la gola, lo hai capito ti taglio la gola”. Naomasa Masuda, il barista 42enne che è venuto da Tokio per imparare a fare il cappuccino «come lo fanno in Italia», non ce la fa nemmeno a raccontare quanto accaduto.

Mostra il video che ha girato con il suo telefonino dell’immigrato che lo ha aggredito tre volte in pochi minuti, lanciandogli dei sassi addosso e poi minacciandolo di morte.

“Quando ho infilato la chiave per aprire – racconta il barista –, un uomo di colore, che avevo già visto gironzolare in zona pochi minuti prima, mi si è avvicinato con fare minaccioso. Non capivo cosa mi dicesse. Penso volesse soldi o forse aspettava che aprissi per entrare nel bar. Ero spaventato e sono scappato”. Naomasa però qualche minuto dopo, una volta appurato che non ci fosse più, è tornato con la chiave in mano: voleva alzare la saracinesca e cominciare la sua giornata di lavoro. A questo punto, lo straniero – vestito con un giubbino nero e una maglia rossa – è tornato armato di un grosso mattone e glielo ha lanciato contro.

“Per fortuna – si sfoga – avevo lo zaino che mi ha fatto da scudo. Altrimenti non so cosa sarebbe successo… sono scappato di nuovo verso via Calimala, avevo paura. Correvo e ogni tanto mi guardavo indietro per vedere se quell’uomo era dietro di me. Ingenuamente ho pensato che fosse andato via e sono ritornato al Caffè, volevo fare il mio dovere… aprire l’attività per cui lavoro. Invece, lui era lì ad aspettarmi. Molto probabilmente si era nascosto all’angolo. Avevo il cellulare in mano perché ho pensato ‘Almeno se lo vedo, lo riprendo e posso denunciarlo’. Stavo girando la chiave quando si è scaraventato contro di me per la terza volta, ha cercato di colpirmi con due grossi mattoni. Poi mi ha messo le mani addosso, cercavo di difendermi. Lui urlava ‘Ti taglio la gola’. E’ stato terribile, ho pensato di morire”.

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Il giapponese è ancora sotto choc. Per lui, tornare a lavorare, sarà difficile: “Nei prossimi giorni – dice il titolare del Caffè La Posta Lorenzo Parigi – non lo lasceremo solo, saremo costretti a farci accompagnare da qualcuno che possa difenderci. A pensare che questa mattina (ieri, ndr) al posto suo, doveva esserci una ragazza. Cosa sarebbe successo? Siamo sinceramente preoccupati, chiediamo aiuto alle forze dell’ordine e al Comune. Non è possibile dover lavorare con la paura che possa succedere qualcosa. Il sindaco Nardella mi ha chiamato esprimendomi la sua solidarietà e vicinanza. Mi ha fatto molto piacere”. Contento te.




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