Facebook fuori controllo: sospende account Wylie, al centro vicenda Cambridge Analytica

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Facebook è fuori controllo. Detto, come abbiamo scritto, che la vicenda Cambridge Analytica è fuffa, e che tutti sanno che il social di Zuck è un Grande Fratello digitale, e lo è legalmente, ciò non toglie che la multinazionale sia un monopolio di fatto nel campo dei social network e che l’occasione deve essere utilizzata per regolarla.

Come? Imponendo a Facebook quello che si impone alle società telefoniche e ai locali pubblici: il divieto di bandire qualcuno dal suo utilizzo, a meno che non violi la legge. Che nel caso di Facebook, i cui server sono negli Usa, significherebbe totale libertà di espressione.

L’emergenza di questa azione lo dimostra l’ultimo accadimento. La sospensione dell’account dell’uomo – alquanto bizzarro, ma questo non c’entra – che ha reso pubblica la vicenda Cambridge Analytica:

Christopher Wylie, dipendente di CA non ha rivelato nulla che già non si sapesse, e nulla che non sia legale. Ma facebook è talmente nervosa da censurarlo. E’ intollerabile.

E’ tempo di decidere se un bambinone brufoloso e nemmeno tanto intelligente possa ergersi a giudice di ciò che è possibile dire o meno. Facebook è sì una società privata, ma è anche una utility pubblica. Per questo non può e non deve impedire l’utilizzo a qualcuno perché ha idee contrarie a quelle del suo presunto creatore.




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