Sequestro Open Arms: trafficanti Ong già pronti con un’altra nave

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Un’associazione a delinquere molto organizzata.

La decisione del gip di Catania sul sequestro della nave ordinato dal procuratore Zuccaro arriverà entro domani, se sarà confermato, Open Arms la flotta delle navi dei trafficanti umanitari rimasta ad operare nel si ridurrebbe di un’altra unità: a luglio scorso, ha già perso la Iuventa della tedesca Jugend Rettet, sequestrata ormai nove mesi fa dalla Procura di Trapani in una inchiesta parallela a quella catanese, e ha poi dovuto contare le defezioni di buona parte delle altre imbarcazioni che nel 2016 e nei primi mesi del 2017 aveva dato un apporto fondamentale al progetto di sostituzione etnica finanziata da un gruppo di facoltosi negrieri.

A bordo della Open Arms, ormeggiata al molo del Porto di Pozzallo, sono rimasti il comandante e il capo della missione.

Ma ieri a Barcellona, vero fulcro dell’idiozia europea, i catalani della Proactiva Open Arms hanno fatto sapere che, in caso di conferma del sequestro, continueranno le loro missioni nel Mediterraneo con un’altra nave, probabilmente la Astral per ora spostata sulla rotta tra Marocco e Spagna. Zuccaro permettendo.

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Ieri la Procura di Catania ha anche convalidato anche il sequestro dei telefoni cellulari del comandante della Open Arms e del capo missione Anabel Montes che sono stati portati via dagli uomini della squadra mobile di Ragusa per verificare le comunicazioni di bordo e anche quelle intercorse con la sede spagnola della Proactiva nelle ore in cui sono state decise le condotte contestate dai pm, a cominciare da quella di non chiedere a Malta, luogo di approdo più vicino, la concessione del porto sicuro dove far sbarcare i 218 clandestini.




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