Rimini, albergatore convinto: “Se ospiti i profughi ti boicottiamo”

Condividi!

«Siamo riusciti a convincere i titolari di un albergo di Rivazzurra a ritirare la disponibilità che avevano dato a una cooperativa per ospitare profughi durante l’estate. Un buon risultato, ma temiamo che trovino collocazione in qualche altra struttura fuori mercato».

VERIFICA LA NOTIZIA

Gli albergatori normali temono l’invasione dei profughi-spacciatori: «E’ come vuotare l’oceano con il classico cucchiaino, li togli da una parte grazie al senso di responsabilità di un collega e te li ritrovi da un’altra, sempre con il comune denominatore di circondare i turisti», attacca uno degli albergatori, Della Vista, che sposa la battaglia lanciata dai vertici dell’associazione albergatori (la presidente Patrizia Rinaldis ha più volte sollevato il problema), condivisa da numerosi colleghi, non solo della zona Sud di Rimini.

Ma come hanno fatto gli albergatori a far ‘ragionare’ il collega di Rivazzurra che aveva già firmato un pre-contratto con uno degli enti che partecipano al nuovo bando di assegnazione profughi?

«Per dirla tutta più che una moral suasion abbiamo giocato… duro, si fa per dire – prosegue Della Vista –. Ovvero, poiché uno dei titolari della struttura ha anche un’azienda che fa assistenza tecnica per i climatizzatori, che ormai quasi tutti gli alberghi hanno, abbiamo detto chiaro e tondo che se avessero preso i profughi durante l’estate avremmo cambiato ditta per l’assistenza».

«Il punto vero – insiste Della Vista – è che lo stesso bando doveva escludere, per le realtà la cui economia è fortemente basata sul turismo, la possibilità di accogliere profughi e richiedenti asilo in zona turistica. Ciò non per motivi razzistici, ma per il semplice fatto che – ormai abbiamo purtroppo esperienza diretta in materia – chi viene in vacanza non gradisce trovarsi di fianco a residence pieni di profughi».

Tra gli albergatori, c’è chi propone «un’azione combinata delle categorie (albergatori, Confcommercio, bagnini) e magari del sindaco per chiedere l’esclusione dei profughi dalla zona turistica». «La forza motrice di Rimini sono gli alberghi che con tasse e imposte (rifiuti, soggiorno ecc.) riempiono le casse del Comune – sostiene G.C. –. Quindi pretendere che i migranti vengano messi in zone non di nostro interesse sarebbe il minimo».

Tra gli operatori c’è anche chi propone una sorta di ‘sciopero fiscale’: «non paghiamo la tassa di soggiorno finché non vengono accolte queste condizioni».

Ma è tempo di cacciarli da tutta Italia.




Lascia un commento