Facebook crolla: si dimette il capo della sicurezza, ma la vicenda Cambridge Analytica è fuffa

Condividi!

La maledizione di Kek si abbatte su Facebook. Avevamo avvisato Zuck di non censurare Vox. Dopo l’affaire Cambridge Analytica i titoli hanno perso quasi il 7%. Il capo della sicurezza di Facebook Alex Stamos a seguito dello ‘scandalo’ si è dimesso.

Dell’affaire Cambridge abbiamo parlato:

Cambridge Analytica: Facebook a picco in Borsa, si sono accorti che raccoglie i dati degli utenti

E’ in sostanza l’ennesima bufala montata ad arte per danneggiare Trump che però sembra essere sfuggita di mano ai suoi creatori e che potrebbe finire con quello che chiediamo da anni: facebook sarà regolato dal governo americano come lo sono oggi altre multinazionali. Questo imporrà alla società di Zuck il rispetto del Primo Emendamento, quello che protegge la libertà di parola. Di fatto impedendo quello che avviene oggi: la pulizia etnica di pagine e profili non di sinistra.

Ma cerchiamo di capire meglio l’affaire Cambridge Analytica. E’ noto che facebook raccolga i dati dei suoi utenti, che del resto li forniscono in modo volontario: gusti sul cibo, sul vestirsi, sessuali, posizione, numeri di telefono, indirizzi mail e tantissimi altri. Questi dati vengono poi utilizzati per presentarvi la pubblicità adatta. E’ così che facebook fa soldi. Non siete clienti, siete prodotti da vendere.

Tornando alla società americana Cambridge Analytica, la vicenda è chiaramente montata ad arte.

  • Facebook ha una funzione in cui puoi acquistare i dati che la società raccoglie.
  • La campagna di Trump ha ingaggiato una società di analisi dei dati, Cambridge Analytica , che opera su Facebook.
  • Uno dei finanziatori della campagna di Trump, e di Breitbart, Robert Mercer, è un azionista di Cambridge, e l’ex stratega di Trump Steve Bannon vi ha lavorato come vicepresidente.
  • Uno scienziato di Cambridge ha realizzato una APP-quiz su Facebook che un quarto di milione di persone ha utilizzato e attraverso la quale, rispettando le regole di Facebook, ha acquisito dati analitici da circa 50 milioni di utenti di Facebook.
  • Lo scienziato ha poi venduto i dati a Cambridge Analytica
  • I dati sono stati presumibilmente utilizzati per varie campagne di marketing e politiche, tra le quali quella di Trump. Scegliendo in modo analitico quali utenti di Facebook erano più ‘adatti’ a ricevereannunci pro-Trump.

Non c’è nulla di illegale in quanto è stato fatto. Il data mining è essenzialmente quello per cui facebook, che è una grande organizzazione di spionaggio volontario, è nato e con il quale fa soldi. E che tutte le campagne elettorali hanno utilizzato. Se vai su facebook e acconsenti all’utilizzo di una APP, acconsenti al tuo trattamento dati. Tutta la questione qui verte sul fatto se o meno lo scienziato di Cambridge avesse il diritto di vendere i dati raccolti a Cambridge Analytica.




Lascia un commento