Mariam uccisa anche dai giornali, le 10 razziste africane diventano ‘inglesi’

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C’è un modo meschino di uccidere chi è già morto: manipolando la sua morte per i propri biechi fini propagandistici, arrivando a rovesciare i motivi della sua uccisione, se è stato ucciso.

E’ quanto i media italiani stanno facendo con la povera Mariam, la ragazza egiziana nata a Ostia e uccisa in Inghilterra.

Ecco cosa titola Repubblica:

“Ragazza romana picchiata da un gruppo di bulle: muore dopo 12 giorni di coma. Pestaggio a sfondo razziale contro Mariam: era di origini egiziane”.

Ma non è solo Repubblica, altri giornali scrivono:

Il padre, Hatim Dawod Moustafa, intervistato da La Stampa, ha dichiarato che la figlia non è stata vittima di bullismo ma di razzismo. “Alcune ragazze inglesi l’hanno insultata e picchiata a morte e tutti ci hanno abbandonati, dalla polizia e l’ospedale di Nottingham all’ambasciata italiana“.

Secondo il padre la figlia non è stata vittima di bullismo, ma di odio razziale. In effetti i crimini legati al razzismo contro i musulmani sembrerebbero in aumento in Gran Bretagna, e le vittime sono soprattutto donne.

Razzismo contro i musulmani da parte di ‘bulle’ inglesi. A parte l’idea demenziale di definire ‘bullo’ chi uccide, la famiglia ha da giorni dichiarato ai giornali egiziani che ritiene l’aggressione abbia motivazioni razziali, ma le protagoniste sono africane:

Mariam, le 10 africane razziste le avevano già spezzato una gamba

Come si evince anche dai video. Ma la verità cozzerebbe con il tentativo meschino di manipolare la notizia per dare l’idea di 10 ragazze inglesi (e tutti pensano ovviamente a Lady Marion, non a Fiona May) che massacrano un’egiziana perché ‘islamofobe’.

Invece è l’ennesimo atto di razzismo nero contro una ragazza bianca, perché tale era la povera Mariam, in Inghilterra.




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