La violenza antifà in un manuale: “Colpire alle spalle”

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Gli antifà hanno realizzato un vademecum su come colpire chiunque non condivida le loro idee. Anche se forse ‘idee’ è un termine eccessivo, in questo caso.

Per gli antifa bolognesi la violenza è cosa buona e giusta se messa in pratica contro i nemici politici: “La lotta antifascista non è uno sport a cui applicare una qualche forma di fair play” scrivono quelli di Bologna Antifa in un libretto di sette pagine in cui alla base c’è l’idea che la violenza sia uno “strumento utile” alla lotta antifascista e che quindiil problema non è nell’uso della forza, ma nell’obiettivo.

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Il manuale sull’uso della violenza politica è intitolato “Considerazioni sulla violenza”. E spiega che “ci sono azioni violente che possiamo ritenere giuste a livello strategico e altre no”. E invita a colpire alle spalle, che è il modo migliore per massimizzare il risultato senza farsi troppo male: “produrre una pratica antifascista che limiti il più possibile i danni (verso di noi) e massimizzi i risultati”.

In sostanza il loro obiettivo è “cancellare queste idee dall’universo intero”. Spiegando che la violenza è sbagliata e da condannare sempre e comunque quando a usarla sono gli altri, i ‘fascisti’, che secondo gli antifa “fanno della violenza un feticcio da adorare”, mentre viene nobilitata quando serve a debellare le idee ‘pericolose’. In questo senso il pestaggio ai danni di un esponente di Forza Nuova a Palermo viene definito “sanzionamento”.




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