Disoccupata, incinta e con bimbo piccolo sgomberata: ‘Non è profuga, qui non c’è posto’

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Ha un bimbo piccolo. E a brevissimo avrà un altro figlio. Ma ha un problema: è italiana. Quindi non ha diritto all’accoglienza indiscriminata:

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Così Federica Tanda, 24 anni, che vive nel Cagliaritano con marito, filio e un cane verrà sfrattata: martedì 20 marzo arriveranno i carabinieri per sgomberare l’alloggio di Area a Decimoputzu, in via Aldo Moro 41, che la famiglia occupa abusivamente dall’agosto 2016.

“Ho occupato la casa qualche mese dopo la morte del proprietario”, spiega Federica Tanda, “io sono disoccupata e mio marito prende 400 euro al mese di stipendio e l’affitto non possiamo permettercelo. Ho chiesto molte volte aiuto ai servizi sociali del Comune ma ho sempre trovato porte sbarrate”.

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E martedì arriveranno i carabinieri e Federica, seguita da una avvocato (Renato Mura) farà “resistenza, perché il rischio è quello di finire in strada. Aiutatemi”, conclude, “perché non so dove andare”.

Detto che non si occupano le case degli altri, e che tra chi occupa ci sono delinquenti anche tra gli italiani, non è pensabile che in una provincia dove si ospitano 3.500 africani spendendo 100 milioni di euro una famiglia italiana debba finire in strada. E’ intollerabile. Ma quale Stato pensa prima all’ultimo sbarcato rispetto ai propri cittadini? Un padre che facesse lo stesso, cacciando il figlio per dare alloggio ad un estraneo, verrebbe internato. I politici dell’attuale sinistra sono tutti da internare.




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