Corsi di nuoto gratis per i profughi, Lega blocca tutto: governo PD apre inchiesta!

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L’assessore novarese allo Sport Federico Perugini dà una spiegazione tecnica, «la scuola di nuoto comunale ha l’esclusiva dei corsi di nuoto all’interno del Centro sportivo Terdoppio, gli uffici non possono dare in affitto lo spazio acqua ad altri soggetti che fanno corsi. Vale per tutti, non c’entra chi ha proposto il progetto».

Ma il capogruppo della Lega in Comune a Novara, Matteo Marnati, sul suo profilo Facebook spiega: «Subito revocata! Questa era discriminazione verso gli italiani!».

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Il Comune di Novara, amministrato dalla Lega, la mattina del 16 marzo ha revocato l’autorizzazione al Centro sportivo Italiano e alla famigerata cooperativa Pollicino a svolgere il corso di nuoto pensato per otto richiedenti asilo ospitati nel Novarese. A spese degli italiani.

Perché i ‘profughi’ l’estate devono andare e nuotare nelle acque del lago Maggiore e del Ticino e nei canali del Novarese. E siccome ogni estate ne affoga qualcuno, ecco l’idea del corso a spese degli italiani.

Basterebbe studiare la realtà Usa per capire che non è una questione di ‘corsi’, ma razziale: la densità ossea degli africani subsahariani (quelli che si definiscono ‘negri’) rende per loro il nuoto una pratica sportiva nella quale sono negati. Ma questo è un altro discorso.

Tornando a Novara, l’altra mattina all’impianto si è presentato direttamente l’assessore allo Sport, Federico Perugini: «Sono intervenuto quando me ne sono accorto, quando ho letto l’articolo su La Stampa – racconta – e non c’entra il soggetto proponente. Il 6 marzo la giunta ha approvato la delibera che istituisce la scuola di nuoto comunale, che ha l’esclusività dei corsi».

«La cooperativa può però iscrivere i richiedenti asilo ai corsi di nuoto comunali». Ma i costi, protesta la cooperativa, lieviterebbero rispetto al solo affitto dello spazio acqua e al pagamento dell’istruttore un’ora a settimana.

Per il sindaco Alessandro Canelli: «Se esiste una scuola nuoto comunale che esercita in esclusiva c’è ben poco da dire. Quanto all’aspetto politico, credo che le associazioni del territorio potrebbero impegnarsi di più per i soggetti fragili della nostra città. Detto questo, nessuno nega possibilità a nessuno, l’importante è che rispettino le regole».

Sì, ma ci vogliono anche i certificati medici. Le piscine sono luoghi che se frequentati da persone di un certo tipo possono essere un perfetto veicolo di epidemie.

Intanto stamattina gli africani in fuga dalla guerra in Siria in acqua sono entrati lo stesso, pagando – con i vostri soldi – il biglietto singolo d’ingresso.




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