La lettera di elogio di Ratzinger a Bergoglio? ‘Photoshoppata’

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Avevamo espresso i nostri dubbi sulla lettere attribuita all’ultimo Papa, Benedetto XVI:

Strana lettera di Ratzinger in difesa di Bergoglio

Bene, ora è emerso che è stata ‘photoshoppata’ dallo staff di Bergoglio:

Il mistero si infittisce. Dall’annuncio di una lettera elogiativa di Joseph Ratzinger nei confronti della teologia di Papa Francesco alle notizie riportate in questi giorni.

Benedetto XVI saluta Francesco durante il concistoro del 22 febbraio
La missiva, di cui è stata data lettura completa durante l’annuncio in Vaticano, presentava, almeno fino alla pubblicazione del testo completo, una parte che sarebbe stata “omessa”.

Come vi abbiamo raccontato in questi giorni, Benedetto XVI ha sì scritto dell’esistenza di un doppio “stolto pregiudizio” riguardante la natura unicamente pragmatica di Bergoglio e quella solamente teoretica di se stesso, ma ha anche dichiarato di non essere in grado, per motivi di salute e per impegni pregressi, di leggere i testi che gli sono stati recapitati e quindi di scriverne.

“Tuttavia – ha sottolineato il papa Emerito nella missiva – non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto”. E ancora: “Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti”.

Il teologo tedesco ha quindi comunicato di non aver letto gli undici “piccoli volumi” che “mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento”. Nella tarda serata di ieri, però, è emersa un’ulteriore novità: la foto della lettera di Ratzinger sarebbe stata ritoccata. E la Santa Sede l’avrebbe in qualche modo ammesso.

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Nella fotografia della lettera che è stata diffusa, come riporta anche La Stampa, le righe poste alla fine, cioè quelle relative alla parte “omessa”, risultano essere sfuocate. “Un portavoce vaticano – ha scritto l’ Associated Press – parlando a condizione di anonimato, non ha spiegato perché la Santa Sede ha offuscato le righe se non per dire che non era mai stato previsto che la lettera fosse pubblicata. Infatti, l’intera seconda pagina della lettera è coperta nella foto da una pila di libri, con solo la piccola firma di Benedetto riportata, per dimostrare la sua autenticità”. Qualcuno, insomma, avrebbe manipolato l’immagine del testo di Ratzinger e il fine di questa operazione potrebbe solo essere ipotizzato.

C’è da dire, in ogni caso, che monsignor Dario Viganò, che è il Prefetto della segreteria per la Comunicazione, durante l’incontro svoltosi lo scorso 12 marzo, ha letto per intero il testo inviatogli dal papa Emerito.

L’intera vicenda è riassumibile così: Benedetto XVI riceve undici volumi della collana su La teologia di Papa Francesco. Declina l’invito a introdurre la pubblicazione attraverso un suo scritto perché impossibilitato. La lettera, che è datata 7 febbraio, viene letta in prossimità del quinto anniversario del pontificato di Jorge Mario Bergoglio, cioè il 12 marzo. La parte finale della missiva viene resa nota da Sandro Magister sul suo blog de L’Espresso. Un’agenzia di stampa internazionale riporta che un portavoce del Vaticano, rimasto tuttavia anonimo, ha “ammesso” l’offuscamento delle righe della seconda parte della missiva. La lettera sulla “continuità interiore” tra i due pontificati è ormai diventato un vero e proprio caso mediatico.

Non era carino pubblicare il rifiuto. Qualcuno poteva intendere.




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