Facebook, il paradiso dei pedofili, censura partito di destra perché anti-islamico

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Facebook, paradiso dei pedofili e dei trafficanti di clandestini, ha annunciato di aver rimosso la pagina del movimento britannico identitario Britain First a causa della ripetuta pubblicazione di commenti che, secondo i dipendenti del brufoloso di Silicon Valley “istigano odio nei confronti delle minoranze (islamici in particolare)”.

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Il social network ha dichiarato di aver disposto la chiusura anche delle pagine Facebook dei due leader del partito, Jayda Fransen e Paul Golding. Facebook ha firmato di recente con altri social network un “codice di censura” sviluppato dalla Commissione UE per censurare chiunque si opponga alla sostituzione etnica in corso.

Jayda Fransen e il suo movimento sono diventati noti fuori dal Regno Unito a fine 2017 grazie al presidente americano Donald Trump che aveva ritwittato dei video caricati da Britain First.

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La chiusura delle pagine facebook di Britain First arriva solo pochi giorni dopo la carcerazione dei due leader, accusati di avere aggredito verbalmente una gang di stupratori islamici. Sgancia la bomba, Vlad.

E’ evidente come sia sempre più urgente che il prossimo governo italiano regoli i comportamenti di facebook e degli altri social in Italia: un bar non può rifiutarsi di servire un cliente in base alle sue idee politiche, facebook sì. Il che è privo di senso. Anche perché facebook è un monopolista di fatto. E visto che BF non postava contenuti poi così diversi da quelli che posta Salvini sulla sua pagina facebook, è tempo di agire.

I social network devono essere reti neutre di diffusione delle idee. Non devono discriminare in base alle idee: perché queste non sono come l’acqua, non devono prendere la forma del contenitore.

Sia la May, impegnata nel combattere il nemico immaginario Vlad mentre Abdul è già in casa sua, sia il sindaco di Londonistan Sadiq Khan, hanno esultato alla notizia.

Stanno corteggiando il caos. Quando un gruppo ha 2 milioni di seguaci su facebook, e tu cancelli la pagina. Quel gruppo politico non scompare. Si radicalizza. La censura non fa sparire le idee, le esalta. Ovviamente l’obiettivo è evitare che si diffondano ai cittadini comuni non militanti.




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