“Sui nostri traghetti solo personale italiano”: radical chic contro Moby e Tirrenia

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“Il nostro personale è tutto italiano”, lo ribadisce con orgoglio l’armatore Vincenzo Onorato, a capo delle compagnie di navigazione Moby e Tirrenia.

Per questo, per dare lavoro a italiani, moltissimi del Sud dove la disoccupazione è il triplo che la Nord, invece che a filippini sottopagati come la Costa finita sulle secche del Giglio, il colosso della navigazione italiana è finito nel mirino dei buonisti social.

Navigare italiano non è solo uno slogan ma un impegno:significa darvi solo il meglio e trasformare ogni vostro viaggio in una vacanza con un servizio 100% made in Italy.#navigaitaliano

Posted by Tirrenia Compagnia Italiana Navigazione on Monday, March 12, 2018

Sotto alla scritta finita nella bufera la foto di una dipendente, il suo nome e cognome, e in calce la spiegazione: “navigare italiano non è uno slogan, è un impegno: significa avere 5.000 lavoratori italiani altamente qualificati, per offrirvi un servizio sempre impeccabile. Significa riconoscere il valore e la professionalità dei nostri connazionali e portare lavoro e fiducia nei nostri porti. Significa darvi solo il meglio per trasformare il vostro viaggio in una vacanza”.

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Una campagna che aveva come obiettivo quello di scoperchiare il velo sui contratti dei marittimi e sul fatto che la legislazione italiana, grazie al doppio registro navale, prevede sgravi fiscali per chi assume personale straniero, a cui viene applicato il contratto del Paese di origine. Ecco spiegato il motivo per cui a bordo della navi, anche di quelle più lussuose, da crociera, che permettono viaggi da mille e una notte a prezzi poco superiori a quelli di una pensioncina, il personale viene dai luoghi più remoti del mondo. Cioè da quelli dove il costo del lavoro è di poco superiore allo zero.

Già da qualche anno il problema è concreto. Onorato è stato accusato di essere l’armatore dalla tariffe più alte, ma il motivo risiede nel fatto che la Moby e la Tirrenia, avendo personale italiano, non hanno accesso ai finanziamenti pubblici e agli sgravi fiscali che la legislazione italiana prevede per chi assume straniero. Una prassi contro la quale l’armatore Onorato più volte si è scagliato, chiedendo che al personale marittimo assunto da compagnie italiane venga applicato il contratto italiano.

Tra i tantissimi post che sui social hanno dato voce all’indignazione di chi il razzismo dice di rifiutarlo a colpi di hashtag tipo #pittostoanuoto e rievocazioni del capitano Schettino, c’è stato anche quello del creativo che ha realizzato la pubblicità, Marco Faccio dell’agenzia Testa, che tra le altre cose ha scritto “siamo diventati stronzi davvero. Io giuro che, in quanto pubblicitario, mi sarei rifiutato di dare questo messaggio”. Però la campagna l’ha firmata e immaginiamo che il compenso per il suo lavoro l’abbia ricevuto.

I razzisti anti-italiani sono isterici e molto appariscenti. Ma come dimostrano le urne, sono spazzatura in via di estinzione.

Del problema dei marittimi extracomunitari che sostituiscono quelli italiani, Vox ne aveva già parlato:

Grimaldi e Del Rio: alleanza per sostituire i marittimi italiani con immigrati

Viaggiate con Moby e Tirrenia. Anche per ridicolizzare personaggi come questo:

Da quando, assumere italiani in Italia è discriminatorio, e invece assumere immigrati sottopagati non lo è? Il magnifico mondo dei radical chic, quelli mantenuti da papi o dipendenti dei ministeri. Quello che esiste solo nelle loro teste di…




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