Confessione di Oseghale, la procura smentisce: «Nulla di vero»

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«Smentisco che Innocent Oseghale abbia confessato l’omicidio alla compagna». Così il procuratore Giovanni Giorgio sulla notizia circolata nelle ultime ore, relativa ad una presunta confessione che il nigeriano avrebbe fatto alla donna quando questa era andata a trovarlo in carcere. «E’ destituita di ogni fondamento» ha detto il procuratore.

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Innocent Oseghale, uno dei quattro nigeriani indagati per l’omicidio della povera Pamela, tenta di scagionare la sua gang di smembratori. Il che fa pensare a qualcosa di più di una ‘banda improvvisata’.

Il nigeriano avrebbe confessato il delitto durante un colloquio avuto in carcere con la compagna malata di mente: “Ho ucciso io Pamela, e ho fatto tutto da solo”, avrebbe detto nel carcere di Marino del Tronto, dove è detenuto dallo scorso 31 gennaio.

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Ma l’ipotesi che Oseghale abbia agito da solo è inverosimile per la complessità di quello che è stato fatto a quel povero cadavere. Per questo nasce l’idea di una organizzazione dietro l’omicidio che, a noi, sembra sempre più rituale.

Intanto oggi il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione di Desmond Lucky e Lucky Awelima presentata dai legali dei due nigeriani.




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