Il condominio di Domodossola che non vuole più i profughi: “Vogliamo vivere tranquilli a casa nostra”

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Gli abitanti del condominio di via Giovanni XXIII a Domodossola non ne possono più. Nei giorni scorsi hanno segnalato al sindaco di Domodossola Lucio Pizzi il terrore in cui sono costretti a vivere per la convivenza forzata coi sette fancazzisti che occupano uno dei sei appartamenti al civico 4: «vogliamo rispetto e tranquillità». Del resto sono a casa loro, perché devono sopportare la presenza di giovani maschi africani imposti dalla solita coop del PD?

«I condomini denunciano un continuo disturbo sia di giorno sia di notte, con facce che ogni volta sono sconosciute e diverse. Questo crea non poche preoccupazioni – dice Pizzi, che lo scorso anno si era battuto ottenendo di per far cambiare domicilio ai migranti ospitati negli appartamenti di piazza Matteotti di via Amendola -. La segnalazione è arrivata a causa della sporcizia e dei rumori che vanno oltre il tollerabile. Ho già provveduto a segnalare il caso al Ciss Ossola e al prefetto perché si intervenga con celerità». La lettera di lamentele, infatti, è stata inviata dai residenti solo all’amministrazione comunale.

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La richiesta avanzata da Pizzi al Ciss Ossola è anche quella di chiudere il centro di accoglienza entro fine anno. «L’obiettivo rimane sempre quello di alleggerire Domodossola nel numero di persone ospitate – afferma Vanni – la tempistica è difficile da prevedere in questo momento perché bisogna trovare altri locali per l’accoglienza. E non è così facile. Il nostro impegno è comunque massimo e in accordo con la prefettura».

L’Italia è come il condominio di Domodossola: vogliamo rispetto e tranquillità. Per ottenerli, dobbiamo espellere 600mila clandestini e finti profughi.




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