Lampedusa presa d’assalto, sbarchi continui: clandestini incendiari

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Continua l’osceno traffico di clandestini tunisini. Dopo avere incendiano il centro di permanenza di Lampedusa, oltre cinquanta giovani clandestini tunisini in fuga dalla guerra in Siria sono stati trasferiti in Sicilia. Da dove verranno imbarcati sui treni verso nord. Funziona così.

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Probabilmente perché stavano aspettando nuovi clienti. E infatti poco dopo sono arrivati sull’isola altri novanta maghrebini su sue diverse imbarcazioni.

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Dopo il riconoscimento formale a Lampedusa i clandestini tunisini vengono accompagnati nel traghetto e inviati a Porto Empedocle dove ricevono un panino e un frutto e il foglio di via e poi vengono lasciati liberi di andare.

”Quando il loro numero diventa insostenibile per Lampedusa – dice l’associazione – e dopo il formale riconoscimento, i tunisini vengono accompagnati alla nave e inviati a Porto Empedocle. Lì arrivano in decine, gli viene dato un sacchetto contenente un panino ed un frutto e con il foglio di via in mano – valido per 7 giorni – vengono praticamente abbandonati al porto”.

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”Percorrono – continua – i 15 km che li separano dalla stazione ferroviaria di Agrigento.
Bivaccano lì senza alcun controllo e all’alba prenderanno il primo treno che li condurrà a Palermo e poi in tutta Italia, nella loro inevitabile clandestinità”.




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