Grillo olimpico: “Sì alle Olimpiadi a Torino”

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Beppe Grillo ha dato il suo “ok” alla candidatura: “Dobbiamo provare a ideare una Olimpiade diversa, una olimpiade sostenibile. Non possiamo perdere l’opportunità di dimostrare che il Movimento sa raccogliere le sfide e provare a gestire cose complicate”.

Cambio di rotta dunque dopo il “no” secco alle Olimpiadi per Roma 2024 che erano state fortemente criticate dal Movimento Ciqnue Stelle e dallo stesso sindaco Raggi che ne ha fatto un vessillo della campagna elettorale. Una piroetta che ha il sapore di una nuova fase pentastellata in questi giorni frenetici di trattative per trovare alleanze e sponde per un governo. Una girovolta che di fatto scobfessa anche la posizione del Movimento rispetto alle olimpiadi invernali del 2006. Anche quelle sono state criticate in modo netto contestando un debito gravoso sulla città. La Appendino si prepara già alla sfida: “La lettera sarà un modo per aprire il dibattito e proporre un modello sostenibile. Con la manifestazione d’interesse potremo sfidare le città che propongono modelli di consumo del suolo, di colate di cemento e di debito – ha detto la prima cittadina – Dobbiamo proporre una Olimpiade che non credi debito pubblico per gli enti locali. Il motto di Torino 2026 dev’essere sostenibilità economia e ambientale”.

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Ma si, un’altra decina di palazzine olimpiche che poi finiscono ai clandestini spacciatori, come quelle ex-Moi. Che Appendino doveva sgomberare e invece mantiene come faceva Fassino. Le Olimpiadi sono la negazione dello sport, un baraccone osceno che celebra le multinazionali attraverso atleti dopati superpagati. Si deve investire su strutture utili ai cittadini.

Comunque tranquilli torinesi, non accadrà.




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