TUNISINI INCENDIANO CENTRO ACCOGLIENZA LAMPEDUSA

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Non sono in grado di rimpatriare neanche i delinquenti tunisini. Invece li tengono a Lampedusa, liberi di muoversi durante il giorno, per poi imbarcarli verso la Sicilia e sui treni verso nord.

E loro agiscono per quello che sono: delinquenti. Un altro incendio è stato infatti appiccato al piano superiore del primo padiglione dell’hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa. Il fuoco ha interessato – secondo quanto è stato accertato dai vigili del fuoco – anche l’intercapedine del soppalco che è, in parte, crollato. E’ stato ‘limitato’ in tempo.

All’hotspot hanno lavorato complessivamente tre squadre dei vigili del fuoco di Lampedusa, compresa quella che è di presidio fisso, per la vigilanza, nella struttura. Nessuno degli oltre 150 tunisini ospiti della struttura è rimasto ferito, ci informano sollevati i media locali.

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L’incendio è stato appiccato nello stesso padiglione che venne distrutto (FOTO), sempre a causa di un rogo doloso, il 18 febbraio del 2009 e poi danneggiato nel 2011. L’ultimo rogo, in ordine di tempo, risale al 18 maggio del 2016. Anche allora, ossia nel 2016, l’incendio venne provocato – esattamente per come appare ora – da un gruppo di tunisini.

Vanno rimandati in Tunisia dopo poche ore che sbarcano. Se il governo tunisino rifiuta, si avvisa che ai suoi cittadini legalmente residenti in Italia non verrà rinnovato il permesso di soggiorno. Si agisce così, alla Trump.




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