Autista non fa salire i profughi, rischia il licenziamento

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Allarme razzismo a Rovereto, dove un autista, tra lo sconcerto degli altri passeggeri che così non potevano essere molestati, tirava dritto davanti ai profughi africani e pakistani in fuga dalla guerra in Siria.

Saltava la fermata perché a terra si trovavano i migranti del centro di Marco. Il gravissimo atto di razzismo (roba da apartheid in Sud Africa) si sarebbe verificato più volte all’altezza della fermata di via Pinera dove i profughi del centro prendevano la corriera per poi dirigersi a Rovereto. Ciò sarebbe avvenuto quando alla guida si trovava uno specifico autista.

Il fatto, oggi, lo ha portato alla luce il Trentino ma, come spiega la Provincia, ogni cosa era già conosciuta da tempo ed erano già stati compiuti gli accertamenti del caso. “Pat e Trentino Trasporti hanno già svolto i propri accertamenti – comunicano – ed hanno segnalato il caso in Procura. E’ inoltre in corso un procedimento disciplinare, provvedimento che può portare anche al licenziamento. Nel corso del mese di dicembre sono pervenute alla Provincia e a Trentino Trasporti segnalazioni plurime circa la mancata effettuazione sistematica della fermata di Marco di Rovereto da parte di un autista”.

E infatti i profughi hanno segnalato a più riprese la cosa a cominciare dagli operatori che avrebbero dovuto fare loro i corsi di italiano che li vedevano arrivare in grande ritardo. “L’azienda e gli uffici dell’Assessorato ai trasporti si sono subito attivati per verificare se la mancata fermata trovasse conferma anche nel sistema di rilevazione satellitare del mezzo, che è in grado di indicare con precisione data e ora di ogni evento a bordo autobus, oltre che in filmati video che erano nel frattempo pervenuti e registrati da persone a bordo mezzo che intendevano provare una condotta in contrasto alle regole di esercizio, poiché chi è incaricato di pubblico servizio non può omettere di svolgerlo”.

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“Per quanto accertato – spiega ancora la Provincia – dalla società congiuntamente con la Provincia, la condotta si è concretizzata in una ripetuta violazione degli obblighi, con conseguente turbativa al regolare svolgimento del Servizio Pubblico con danno anche all’immagine della società”. L’autista, a questo punto, rischia di pagare a caro prezzo il suo comportamento anche se la UilTrasporti, per bocca del suo segretario Nicola Petrolli minimizza spiegando che si tratterebbe di uno sfortunato equivoco.

“Premettendo che siamo molto dispiaciuti per la vicenda dei migranti rimasti a terra a Marco lo scorso dicembre – spiega Petrolli – come UilTrasporti del Trentino abbiamo il dovere di intervenire per chiarire, per quanto possibile, la questione. A un autista è stato contestato il mancato stop a una specifica fermata per due giorni di seguito (lunedì 4 e martedì 5 dicembre 2017) e sono state segnalate omissioni dello stesso tipo anche nei giorni precedenti. Da qui l’accusa di razzismo e sistematico disservizio. L’ipotesi è in effetti grave, ma, per fortuna, si tratta di un’inesatta semplificazione e di uno sfortunato equivoco”.

Ed ecco la spiegazione della UilTrasporti intervenuta in difesa dell’autista in questione: “Cominciamo col dire che sostituiva un collega su quel turno ed è quindi impossibile che sia responsabile per eventuali omissioni precedenti alle due giornate contestate (se ci sono state, comunque, vanno denunciate e sarà compito di Trentino Trasporti farle emergere). Significherebbe quindi che gli ‘autisti razzisti’ sono più di uno e, visto che sui mezzi pubblici, anche su quella particolare corsa, stranieri e migranti salgono in continuazione, questi presunti conducenti segregazionisti trarrebbero particolare piacere ad accanirsi contro gli utenti fermi a quella specifica fermata. L’ipotesi è tanto grottesca quanto risibile e, non potendo pronunciarci per le eventuali omissioni precedenti alle due giornate contestate da Trentino Trasporti, provvediamo con la presente a chiarire quanto è successo il 4 e il 5 dicembre”.

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Per la Uil lunedì 4 il conducente del mezzo non avrebbe raccolto i passeggeri fermi alla fermata di via Pinera a Marco di Rovereto perché, non avendo questi effettuato alcun segnale (“da regolamento – spiegano – è necessario alzare la mano”) ed essendo in quel tratto seguito da un autobus urbano, l’autista avrebbe presunto che fosse loro intenzione salire sull’altro mezzo in arrivo. “Il giorno seguente – prosegue Petrolli -, martedì 5 dicembre, la dinamica è stata la stessa, con la differenza che in prossimità della fermata uno degli stranieri si trovava in mezzo alla strada, costringendo l’autista a un brusco rallentamento, ma senza una chiara motivazione e senza dar segno di voler chiaramente salire a bordo, distraendo oltretutto l’autista impossibilitato, a quel punto, a notare eventuali altri segnali da parte degli utenti alla fermata”.

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“L’autista ha proseguito in buona fede – conclude la Uil – ma a scanso di equivoci, ha segnalato immediatamente la vicenda ai suoi superiori anche perché a quel punto un altro straniero a bordo del mezzo il che, oltretutto, testimonia l’assurdità di certe accuse, ha suggerito l’ipotesi che gli utenti volessero salire a bordo. A ulteriore testimonianza della buona fede del conducente, quest’ultimo ha poi raccomandato all’autista impegnato nei turni successivi a considerare che quel particolare gruppo di utenti, evidentemente non usi a segnalare in modo opportuno la richiesta di fermata, avrebbe potuto voler usufruire del servizio extraurbano. Mancano quindi i presupposti per contestare all’autista un comportamento discriminatorio e va segnalata l’inopportunità di fomentare con facili semplificazioni e strumentalizzazioni il difficile clima sociale che caratterizza questo periodo storico anche nella nostra Provincia”.




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