Ragazzina non vuole più andare a scuola: terrorizzata dai migranti

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L’hanno «perseguitata» per una quindicina di giorni. Vittima una studentessa pratese di 16 anni, per la quale salire sul treno per andare a scuola in un istituto superiore di Pistoia era diventato un incubo. Tutto ‘grazie’ a ‘loro’.

‘Loro’ sono un gruppo di 5 pakistani, che ogni mattina prendevano la stessa corsa, salendo alla stazione di Porta al Serraglio, diretti a Pistoia. E passavano il tempo a molestarla psicologicamente.

Un’attenzione non ricambiata e non gradita dalla ragazzina, molto riservata, che prendeva il treno ogni mattina alle 7 dalla stazione Prato Centrale. Il peggio per la sedicenne arrivava al momento di scendere dal treno alla stazione di Pistoia: qui il gruppo avrebbe usato un atteggiamento pressante verso di lei.

La giovane veniva come accerchiata, fino al punto che il gruppo dei pakistani si disponena in modo da farle muro e non le consentiva di proseguire liberamente nel suo cammino.

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Per qualche tempo la ragazza non ha raccontato niente alla madre, che però l’ha vista sempre più nervosa e tesa. «Non voleva più andare a scuola, lei che non ha mai avuto problemi e adora studiare – racconta la mamma – Alla fine si è aperta e mi ha raccontato quanto le stava accadendo e cosa la stava turbando così profondamente».

La madre, a questo punto, si è rivolta ai carabinieri del Nucleo investigativo di Pistoia che si sono interessati immediatamente della questione così delicata. E così l’altra mattina i militari dell’Arma, coadiuvati dagli agenti della Polfer pistoiese, hanno atteso il treno con la giovane e con i «molestatori» a bordo. Una volta assistito alla solita scena di ogni mattina, i carabinieri sono intervenuti, identificando i pakistani.

Un intervento preventivo da parte dei carabinieri che hanno richiamato il gruppo di stranieri ad un atteggiamento più consono, invitando tutti a lasciare in pace la ragazzina.

Per provvedimenti seri si attende che la stuprino. Perché abbiamo leggi demenziali che permettono agli immigrati di accerchiare le ragazzine italiane senza venire rimandati a casa.




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