Kyenge festeggia elezione Iwobi: “E’ solo l’inizio”

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L’aspetto più grottesco della nomina di Iwobi a senatore – perché tutti i parlamentari sono stati nominati dai partiti e non scelti dagli elettori – è l’idea che sia obbligatoria la presenza di immigrati nelle istituzioni. Questo descrive in modo perfetto il declino culturale dell’Occidente.

Iwobi è un’ottima persona. Ma è nigeriano. Che ci fa un nigeriano nel Parlamento italiano?

La Kyenge è soddisfatta

Penso che la presenza di Toni Iwobi nelle istituzioni, in qualità di senatore della Repubblica, è una buona notizia per l’Italia dell’inclusione e della diversità che invoco da tempo e per la quale lotto incessantemente. Spero che dopo di lui arriveranno tanti altri italiani d’origine straniera nel Parlamento e al Governo, per una più completa rappresentanza del popolo italiano. Nella composizione multiforme del popolo italiano dei nostri tempi, dove anche l’italiano nero deve godere del diritto di voto passivo e attivo, quindi essere effettivamente eletto.

Insomma, il popolo italiano, secondo Kyenge, è come una sorta di mutaforma.

Quindi un italiano-nigeriano leghista non è una contraddizione?

Che Toni Iwobi provenga dalla Lega è un problema per lui stesso e non per me. Deve essere stato molto coraggioso e devoto nel sentire i suoi leader esprimersi nel modo in cui lo fanno contro gli immigrati. Anche lui si è spesso mostrato perfettamente allineato sulla loro linea d’esclusione. Spero che il suo nuovo status di senatore lo porterà ad esprimersi sul tema immigrazione con cognizione di causa. Questo è il riassunto del mio pensiero e non vi nascondo che gli ho fatto i miei complimenti, pur sapendo che siamo avversari.

Balotelli ha attaccato duramente Iwobi. Ha sbagliato?

No! Mario Balotelli non ha attaccato il neo senatore Toni Iwobi. Si è indignato, questo sì, probabilmente della contraddizione che emerge da questo fatto in generale, ma credo anche per il fatto che sull’immagine postata da Iwobi compaiano quest’ultimo e Salvini con indosso una maglia che inneggia all’esclusione, con il messaggio “Stop invasione”. Se ci pensate un attimo, quel messaggio, a chi si rivolge? Alle persone che stanno arrivando in Italia o a chi ci vive già? Comunque la mettano, è un messaggio che suscita indignazione. Dopo averci detto che non possono esistere degli italiani neri, la Lega si presenta e certifica il fatto che ve ne siano e che devono essere rappresentati in Parlamento. E’ probabilmente questa la contraddizione che ha fatto sbottare il campione calciatore, facendogli dire che è una vergogna.

La diatriba tra un ghanese, un nigeriano e una congolese sulla pelle degli italiani è dimostrazione della resa culturale di Salvini con l’elezione di Iwobi. Non ha torto Kyenge: quelli che Salvini vuole tenere fuori, sono futuri Iwobi, ma come puoi portare avanti quel messaggio, se intanto porti in parlamento chi è diverso da loro solo perché arrivato prima?

La Lega rimane comunque la scelta giusta. Altrimenti Vox non avrebbe spinto Salvini a Palazzo Chigi con il supporto di Putin, come scrivono i giornali italiani.

L’affermazione della Lega alle urne la preoccupa? Pensa ancora che sia un partito razzista?

Che la Lega sia un partito razzista non ci piove. Non è che adesso che hanno espresso un senatore d’origine africana hanno smesso di essere un partito xenofobo. La loro affermazione nelle urne è molto preoccupante per la tenuta democratica e per la coesione sociale nel Paese. Dico tenuta democratica perché credo che la xenofobia sia antidemocratica. Il primo principio della democrazia è che dobbiamo ricercare tutti la coesione sociale. Le Lega nel ricercare i voti di una parte dei cittadini italiani ha scelto di demonizzarne altri.

In che senso?

Di fronte alle necessità della scuola, a volte, i suoi esponenti professano la segregazione, l’esclusione dei bambini nati da genitori stranieri dalle classi. Se si prova a parlare di politiche abitative, la Lega usa slogan come “Prima gli italiani”, come se le case venissero date a gente che non vive in Italia. Non abbiamo ancora dimenticato le ronde punitive che la Lega governativa aveva promosso con Maroni, dando vita a un clima di odio razziale che sfocia oggi in sparatorie selettive contro cittadini innocenti, solo perché sono neri. Lo stesso loro attuale leader, Salvini, che sta in foto con Iwobi, ha spesso parlato di “pulizie”, riferendosi al significato dello sporco lavoro politico che invitava i suoi seguaci a fare contro determinate categorie di persone. Insomma, per far passare la Lega come organizzazione non razzista, non basta un senatore nero. Per questo la mia battaglia contro la xenofobia continuerà senza sosta e denuncerò la Lega come ho sempre fatto, nonostante il suo senatore nero-italiano.

Il caso Iwobi ha stupito anche perché negli altri partiti non c’è stato molto spazio per italiani provenienti dalle comunità di immigrati. Come mai secondo lei?

Questo è un grosso problema. Gli altri partiti, compreso il mio, devono creare spazio di rappresentanza per tutti i componenti della società. Gli spazi espressivi per gli immigrati si sono molto ristretti da diversi anni. Anche nel mondo delle associazioni, che costituisce il primo passo verso la politica, molte associazioni di immigrati si sono sciolte o hanno semplicemente perso lo slancio che le teneva agganciate alle questioni sociali. Durante le elezioni, molti partiti hanno candidato molti immigrati, ma in posizioni non eleggibili, come al solito. Questo fatto deve cambiare e anche gli immigrati si devono organizzare per partecipare alle elezioni.

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Insomma, la sinistra ha perso anche in questo?

Ricordo che a differenza di questa volta, nel recente passato i partiti di centro sinistra e anche della sinistra hanno espresso molti parlamentari d’origine straniera. Jean-Léonard Touadi, Souad Sbai, Khaled Fouad Allam, Mercedes Frias, Khalid Chaouki. In passato abbiamo persino espresso una deputata europea nella persona di Dacia Valent. Questo a livello nazionale. Se guardiamo a livello locale, dalle regioni in giù, il centro sinistra ne ha espressi di amministratori d’origine straniera. Consiglieri provinciali eletti, assessori regionali, comunali e di circoscrizione. Se vogliamo fare l’elenco, quasi diventa ridicolo che la Lega si faccia pubblicità per aver espresso un parlamentare nero.
Sono convinta che se si guarda alla storia di Toni Iwobi, si potrà finalmente capire che la sua ascesa è più una questione di merito personale che di apertura della Lega. Avrà, cioè, molto combattuto all’interno di quel partito per potersi meritare il posto.

So che molti immigrati si stanno organizzando per meglio partecipare alla politica in Italia e spero proprio che nel futuro ci sia più spazio per tutte le sensibilità italiane, che siano autoctone o d’origine latinoamericana, asiatica ed africana.

Per Kyenge l’Italia è una poltiglia multirazziale. La nomina di Iwobi è una resa culturale a questa malsana e criminale idea. Questo al di là del valore della persona, ma per quello che rappresenta.

Non si può difendere la razza bianca, come detto da Fontana, nominando africani in parlamento. Non è razzismo difendere la propria e l’altrui identità.




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