Anziane pestate dai vicini di casa: clandestini e ai domiciliari in case popolari

Condividi!

L’ultima aggressione, ai danni della stessa anziana che nei giorni scorsi era già finita al pronto soccorso, è avvenuta l’altra sera. Sempre lei a finire nel mirino, e sempre la stessa famiglia, sua vicina di casa, a scatenarsi contro la donna rea di protestare per le urla che non la facevano dormire. L’altra volta erano stati spintoni, insulti e sputi. Copione ripetuto.

Mantova, zona Lunetta. Nelle case Aler ci sono due anziane minacciate da famiglie di immigrati abitano nella casa accanto. Come avviene in tutti i caseggiati popolari, i nuovi vogliono scacciare i vecchi. E’ la sostituzione etnica.

«C’è stata anche una petizione-esposto, rivolta alle forze dell’ordine – riferisce il consigliere comunale di CasaPound Luca de Marchi, che aveva già segnalato la vicenda – in via Juvara abita l’anziana finita al pronto soccorso, in preda a un continuo stato d’ansia per la presenza di questi vicini, una famiglia con bambini. Spesso queste persone si ubriacano e urlano. E in via Pozzo è ancora peggio, perché lì a prendersela con un’altra donna è un uomo che si trova lì ai domiciliari, e mi risulta che sia clandestino e che occupi l’alloggio in modo abusivo».

VERIFICA LA NOTIZIA

Poi De Marchi attacca l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessore Nicola Martinelli: «È ormai un mese in mezzo che gli ho segnalato la presenza di questi extracomunitari, di cui uno irregolare, chiedendogli di intervenire affinché l’Aler sposti altrove queste famiglie litigiose e violente. Purtroppo l’Aler ha solo in gestione le case e non può fare alcunché senza una precisa richiesta del Comune. Sono passate settimane e non è successo niente. Ora basta: ritengo l’assessore Martinelli il responsabile morale degli episodi accaduti. Ho presentato oggi una ventina di interrogazioni per denunciare di nuovo la situazione. Se non ci pensano le istituzioni… vogliamo che si arrivi a un’altra Macerata?».

Ma proprio ieri mattina ecco che le istituzioni si sono mosse, e la vicenda di Lunetta è finita persino all’attenzione del prefetto che ha convocato una riunione ad hoc del Comitato per l’ordine e la sicurezza.

«C’erano esponenti delle forze dell’ordine, il Servizio tutela minori – riferisce l’assessore Iacopo Rebecchi, presente per conto del Comune – è stato deciso di rafforzare il controllo degli stabili, e di chiedere all’Aler che si attivi per lo spostamento delle famiglie altrove. Inoltre verrà inviata una relazione al giudice tutelare sulle condizioni in cui vivono i figli di queste famiglie perché prenda provvedimenti, e segnaleremo alla magistratura quell’uomo che sta godendo del beneficio di una pena alternativa al carcere, senza però comportarsi come dovrebbe».




Lascia un commento