PD è un partito d’alto bordo: votato solo dai ricchi

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La classe operaia non è andata in paradiso, in compenso c’è andato l’ex PCI

Interessante ricerca post voto della Luiss.
Una prima analisi su dati a livello provinciale indica che le province con livelli più alti di disoccupazione presentano maggiore crescita del M5S, mentre le province con maggior aumento della presenza di immigrati presentano un voto più alto alla Lega.

Analisi non complessa: il M5s cresce molto al Sud, dove l’immigrazione è, per la maggior parte delle zone, solo di ‘passaggio’.

Questo risultato è interessante e significativo, perché è in linea con una teoria ormai consolidata, proposta per la prima volta dal gruppo di ricerca di Hanspeter Kriesi nel 2006 (Kriesi et al. 2006), per cui nei paesi dell’Europa Occidentale i cambiamenti nei comportamenti di voto e il successo di nuovi partiti sarebbero legati agli effetti di processi di trasformazione come la globalizzazione (sia in senso economico che in senso culturale) che – nel loro produrre vincenti e perdenti (ad esempio i lavoratori i cui posti di lavoro vengono delocalizzati, vedi il recente caso Embraco) – generano conflitti che possono essere cavalcati e politicizzati con successo dai partiti.

Quando uno ha la febbre prende la medicina adatta a curare la febbre. I movimenti populisti sono la cura ad un problema. Non serve un fantomatico ‘gruppo di ricerca’ per comprendere questo meccanismo. Che è il primo passo verso la soluzione del problema.

Il PD è l’unico partito per cui si registrano effetti significativi della classe sociale sul voto, ma nella direzione inattesa di un suo confinamento nelle classi sociali più alte e con un reddito più alto. In sostanza il PD del 2018 sarebbe diventato il partito delle élite. Il che aiuterebbe a spiegare perché la parte d’Italia preoccupata dalla precarietà economica e agitata da paure identitarie si sia indirizzata – dando loro oltre il 50% dei voti – verso partiti come Movimento 5 Stelle e Lega.

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Solo chi vive in torri d’avorio non si è reso conto che il PD è ormai solo ed esclusivamente un partito delle élite. Quelle élite che odiano il popolo. Lo ritengono rozzo e ignorante, perché non comprende i benefici dell’immigrazione che consentono a loro, i membri dell’élite, di sottopagare i lavoratori e trovare schiavi a basso costo. Senza subire le conseguenze della presenza di questi ‘schiavi’ sul territorio perché loro, i membri delle élite, non vogliono muri alle frontiere, ma vivono in zone senza immigrati. Non usano i mezzi pubblici. E l’unico migrante che vedono è la donna di servizio o la puttana d’alto bordo.

– Tra tutti i partiti, nessuno mostra effetti significativi della classe sociale: la propensione a votarli (che sia alta o bassa) non varia in modo significativo tra le classi sociali;
– L’unica eccezione è il PD: per questo partito si registra invece una propensione al voto bassa nelle classi sociali basse e medie, e invece sensibilmente maggiore nella classe medio-alta, che quindi configura un confinamento di questo partito nella classe medio-alta.

Tutti gli altri partiti sono movimenti popolari. Solo il PD è un partito d’alto bordo.

Le élite hanno dichiarato guerra ai popoli. Per comprendere a fondo il meccanismo e la radice di questa dichiarazione di guerra, La ribellione delle élite, Il tradimento della democrazia è un libro di Christopher Lasch che dovete leggere.




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