Ventimiglia, bivacco di clandestini in chiesa: non vogliono essere identificati

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Preti stranieri che favoriscano lo stanziamento in Italia di clandestini: perché di questo parliamo. Anzi, parliamo di occupanti.

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Don Rito Alvarez, parroco della Gianchette, ha aperto il sagrato della chiesa di Sant’Antonio, in via Tenda, ai clandestini accampati sul greto del fiume Roja. Sono decine gli stranieri, soprattutto centroafricani, che malgrado il gelo e la neve hanno preferito dormire nelle tende, scaldati da qualche falò acceso sul fiume, pur di non trasferirsi nel più attrezzato centro di accoglienza del parco Roja, dove potrebbero beneficiare di vitto e alloggio gratuito, per il timore di essere identificati e schedati, vedendo così compromesso per sempre un loro ingresso in Francia.

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Una barzelletta. Già è demenziale non andarli a prendere, sgomberarli e rimpatriarli in Africa, invece realizzano un centro di accoglienza che, ovviamente, non accoglie senzatetto italiani. E loro non ci vanno perché sarebbero identificati. Ma arriva il prete che ovvia a questo ‘problema’: violando la legge. Nessun magistrato interviene.

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Il parroco ha anche aperto le porte della chiesa, per chi volesse entrare e trovare temporaneo riparo dal freddo. Solo clandestini.




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