Profughi scrivono lettera e protestano: “Guardate come soffriamo” (FOTO)

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Una lettera aperta alle istituzioni di Sassari e della Gallura e alle associazioni umanitarie della Sardegna per portare chi di dovere a conoscenza dei “problemi quotidiani” e di una situazione che reputano “difficilmente sostenibile da qualsiasi persona”.

A scriverla sono stati i migranti ospitati nel Centro di accoglienza di Porto Pozzo.

Una sessantina di uomini, donne, giovani e bambini, provenienti da numerosi Paesi africani (Gambia, Senegal, Mali, Sierra Leone, Nigeria, Benin, Guinea Bissau), che ieri hanno dato vita anche un corteo di protesta.

“Siamo rifugiati e richiedenti asilo – spiegano – ma ogni giorno ci troviamo di fronte a cose molto difficili da sopportare”.

Per questo hanno deciso di mettere nero su bianco tutte le doleances citando un esempio: “Alcuni di noi hanno ricevuto il riconoscimento della protezione umanitaria o protezione sussidiaria, ma dopo 8 mesi ancora non hanno ottenuto il permesso di soggiorno”.

Inoltre: le cure sanitarie, giudicate “insufficienti”.

E, ancora, i “problemi” riguardanti l’istruzione: “Alcuni di noi sono stati scelti per andare a scuola, ma questa possibilità è negata alla maggioranza”, si legge ancora nella missiva.

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Per questo, gli ospiti del centro hanno deciso di prendere carta e penna e di scrivere a Questore, Prefetto, sindaco e forze dell’ordine, con la speranza, di “avere attenzione” e “aiuto” per risolvere una situazione che “si protrae da ormai due anni”.




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