Profughi africani terrorizzano condomini: “Non ne possiamo più”

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Scontri violenti tra cosiddetti profughi in una palazzina di Imola domenica sera, cominciata nell’appartamento all’ultimo piano che hanno in uso, proseguita per le scale e finita in strada tra urla e botte, fino a quando non è arrivata la polizia. Una situazione delirante.

Un episodio che ha scioccato letteralmente gli altri inquilini della palazzina, spaventati e preoccupati.

«L’appartamento all’ultimo piano è stato affittato a nove immigrati tramite una cooperativa – racconta uno degli inquilini del palazzo – domenica è scoppiata un diverbio tra di loro, non sappiamo per quale motivo ma ciò che è successo è gravissimo. Si sono picchiati nel pianerottolo, per le scale fino ad arrivare in strada, una cosa incredibile. Noi inquilini abbiamo sentito le urla e ci siamo spaventati tantissimo. Qui abitano anziani e bambini, non è possibile che possa succedere una cosa del genere. Ci siamo sentiti tutti in pericolo. A questo punto chiediamo che qualcuno intervenga, queste persone sono pericolose e potrebbero capitare altre volte episodi come questo, cosa dobbiamo fare? Abbiamo tutti paura, non siamo tranquilli».

Gli inquilini del palazzo hanno allertato le forze dell’ordine e sul posto sono giunte tre volanti della polizia e i sanitari del 118. Gli immigrati, di diverse nazionalità, si sono picchiati e tre sono finiti al pronto soccorso. Il commissariato di polizia sta procedendo con gli accertamenti sull’ipotesi di rissa tra immigrati e sta raccogliendo tutti gli elementi per cercare di ricostruire quanto accaduto.

I nove immigrati che risiedono all’ultimo piano della palazzina di via Fratelli Bandiera 12 sono ospiti della famigerata cooperativa Camelot, che si becca molti bandi grazie ai buoni uffici del PD: «Sono un gruppo numeroso di persone, che spesso hanno atteggiamenti pericolosi – affermano i residenti – possibile che nessuno li possa controllare? A chi dobbiamo rivolgerci? Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, abbiamo paura e non dormiamo la notte».

Mettere dei fancazzisti africani in un condominio è un crimine. Ti compri casa con tanti sacrifici, e poi arrivano ‘loro’.

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«Stiamo collaborando con il commissariato per ricostruire quanto accaduto e fissare dei colloqui con le persone coinvolte – afferma Elisa Bratti, responsabile del settore società e diritti della cooperativa Camelot – i nove ragazzi sono tutti maggiorenni e sono seguiti. Almeno una volta al giorno si reca da loro un operatore sociale nelle ore diurne e sono seguiti da un équipe di tutor diversi che li affiancano nelle varie attività. La sera sono soli poiché sono adulti, ma vengono effettuati controlli a campione con operatori che girano anche di notte».

Cooperative da sciogliere. Questi hanno fatto i milioni con l’invasione. E’ tempo che paghino il conto.




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