Vescovo dei clandestini contro Salvini: “Esibisce il rosario e il vangelo per ottenere consensi”

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Esigono l’esclusiva del rapporto con la divinità. E’ tipico dei ‘preti’, di ogni religione. Vanno capiti: è ciò che dà loro potere.

Per questo immaginate la bava alla bocca dei vescovi pro-invasione, che fanno business con l’accoglienza dei fancazzisti, quando Matteo Salvini, davanti alla folla di Milano, ha giurato sul vangelo con in mano il rosario. La bile deve avere traboccato nei loro stomaci gonfi.

Il loro leader, Monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara dal 2017, noto come il “il vescovo dei clandestini”, ha subito protestato contro il giuramento che Matteo Salvini ha fatto in piazza Duomo, con tanto di rosario e Vangelo in mano: “Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata. E giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me?”.

“La prima impressione – accusa monsignor Gian Carlo Perego in un’intervista al giornale amico Repubblica – è quella di una grave strumentalizzazione di due ‘segni’ importanti, fondamentali dell’esperienza cristiana. Per altro da parte di un partito che non si è mai dichiarato di ispirazione cristiana e che si accompagna a una sorta di fondamentalismo cattolico”. Per Perego il leader del Carroccio sta strumentalizzando la fede per ottenere consensi elettorali. Ma il suo fare “denota una certa incapacità di distinguere tra le reali esigenze della gente e gli strumenti fondamentali di un’esperienza di fede”. Salvini, accusa il “vescovo dei clandestini”, sta tentando “di compiere un salto, all’ultimo miglio dal voto”.

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Carmelo Lopapa, il giornalista che lo ha intervistato, gli ha poi chiesto “come si pone rispetto ad altre proposte, come la chiusura delle moschee”. “Posso solo dire che la libertà religiosa, il diritto di esercitare il proprio culto nel rispetto ovviamente delle leggi, è tema fondamentale per costruire un percorso di pace e di dialogo sociale”. La politica deve dunque impegnarsi di più, perché i problemi da risolvere in Italia sono molteplici e non tutti di semplice soluzione. Di certo, conclude l’alto prelato, “non si può far politica contro qualcuno, per di più strumentalizzando i segni di un’esperienza di fede”.

Questi ci hanno già venduti. Fanno soldi con l’accoglienza. Vendono terreni ai musulmani per erigere le loro moschee. Loro non sono cristiani. Sono i mercanti nel Tempio.




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