Giornale inglese prevede crollo del PD: “Dimezzerà i voti”

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Questi sono tempi molto difficili per i socialdemocratici d’Europa e nuove minacce incombono sui partiti di centrosinistra domenica prossima 4 marzo, con le elezioni parlamentari in Italia ed in Germania il referendum interno con cui gli iscritti all’Spd decideranno se approvare o meno la nuova grande coalizione di governo con l’alleanza di centro-destra Cdu-Csu guidata da Angela Merkel.

Inizia così il de profundis del settimanale britannico “The Observer”, supplemento domenicale del quotidiano progressista “The Guardian”, sul PD, in vista delle ormai imminenti elezioni.

Come sapete in Italia i sondaggi sono proibiti da ormai diversi giorni, non all’estero. Quindi i giornali possono dare numeri in base a sondaggi recenti. E secondo il giornale inglese, tutti gli scenari che potrebbero emergere dalle prossime elezioni non promettono niente di buono per il Partito democratico di Matteo Renzi, che appena quattro anni fa era indicato come la speranza del centro-sinistra europeo e che ora e’ accreditato nei sondaggi al momento intorno al 21 per cento dei voti. Quindi in calo rispetto alla media degli ultimi sondaggi ufficiali. Un tracollo rispetto al 40 per cento delle europee, dove però gli elettori degli altri partiti non votarono PD, piuttosto disertarono le urne.

Secondo l’analisi di “The Observer”, tra le principali cause del declino dei partiti di centrosinistra ci sono le politiche della “terza via” propugnate da leder come Tony Blair e Gerhard Schroder, che anno funzionato bene durante il boom economico di inizio secolo ma che oggi offrono ben poco agli elettori delle classi sociali piu’ disagiate.

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Scrive l’Observer, si noti laburista: “Il crollo finanziario del 2008 e le sue conseguenze fatte di disoccupazione alta, bassi salari e taglio della spesa pubblica hanno aggravato le tendenze di lungo periodo rappresentate da globalizzazione, automazione e immigrazione, del tutto incontrollata in alcuni stati dell’Unione europea: se si aggiunge che i socialdemocratici sono accerchiati da un lato dai populisti di estrema destra e dall’altro da una nuova estrema sinistra anti-capitalista, anti-globalista ed anti-establishment, il risultato naturale e’ una continua erosione del loro elettorato tradizionale”.

“Insomma – conclude l’articolo di Jon Henley leggibile sul numero in edicola – la sinistra moderata, che ha giocato un ruolo fondamentale nella ricostruzione post-bellica della democrazia dell’Europa dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, se non sara’ capace di tornare ad offrire soluzioni credibili ai veri problemi della gente, continuera’ ad affondare ed a liquefarsi ed il suo destino potrebbe diventare terminale”.

La ex sinistra è in via di estinzione perché è contro i popoli europei. Ha abbandonato gli operai per abbracciare l’esercito di riserva che Marx denunciava nel suo attacco al Capitalismo. E’ passata dai lavoratori ai trans.




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