Cristiano si getta dal quarto piano per sfuggire le torture della polizia islamica

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Da decenni i pochissimi cristiani che vivono in Pakistan vengono bersagliati da attentati, rapimenti e violenze islamiche varie.

Molti di loro vengono accusati di blasfemia della religione islamica. Spesso basta una falsa accusa per finire a morte.

L’ultimo episodio è di particolare violenza, anche perché commesso dalle forze di polizia. Braccio armato dell’estremismo islamico.

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Patras Masih, 17 anni, è stato arrestato nei giorni scorsi nella città di Shadara con l’accusa di aver pubblicato sul suo profilo facebook immagini blasfeme contro la religione islamica. Noterete l’analogia con quanto accade in Italia rispetto a chi osa pubblicare su facebook immagini ‘blasfeme’ contro Boldrini e soci.

Insieme a Patras è stato fermato anche il cugino 24enne Sajid Masih, entrambi appartenenti alla locale comunità cristiana. I poliziotti hanno cercato con ogni metodo, anche la violenza, picchiandolo ferocemente, di costringere Masih ad accusare il cugino di atti blasfemi.

Disperato e ormai senza più forze fisiche, Masih si è lanciato dalla finestra del quarto piano della procura: “quando tutti i miei appelli [alla clemenza] risultavano inutili e gli agenti continuavano ad insistere, non avevo altra scelta se non gettarmi dalla finestra dal quarto piano dell’edificio”, ha detto, sopravvissuto, secondo quanto riporta l’agenzia AsiaNews.

Ora è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. La polizia ha registrato il caso di Sajid Masih come un tentativo di suicidio. Al contrario, il cristiano sostiene di essersi buttato per salvarsi dalle torture.

Intanto, i musulmani del villaggio dei due cugini sono scesi in strada accusando i cristiani di blasfemia e costringendo quasi tutta la comunità, 800 persone, ad abbandonare le proprie case.




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