Ong, scandalo sessuale si allarga: festini anche in Congo

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Si allunga la lista delle cosiddette organizzazioni umanitarie colpite dallo scandalo sessuale: Mines Advisory Group (Mag), ente britannico antimine sostenuto dalla povera Lady Diana, ha ammesso di aver ignorato ”accuse sull’uso abituale” di prostitute da parte di operatori umanitari nella Repubblica democratica del Congo (Rdc). Rispetto a queste denunce, ha fatto sapere l’Ong, ”sembra che non siano state seguite a sufficienza al tempo come si sarebbe dovuto e siamo molto dispiaciuti per questo”. Una fonte interna sotto anonimato ha riferito di aver visto regolarmente membri dello staff con prostitute e di aver avvertito la dirigenza a Kinshasa per tre volte tra il 2011 e il 2013.

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Dopo le rivelazioni del ‘Times’ sui festini a luci rosse e abusi in cui erano coinvolti ad Haiti operatori di Ong, in particolare di Oxfam, lo scandalo ha fatto rotolare diverse teste, a cominciare dalla numero due di Oxfam, Penny Lawrence, seguita nei giorni scorsi dal vice direttore di Unicef, Justin Forsyth, dimessosi per quanto avvenuto mentre era alla guida di Save The Children. Venerdi’, anche la Croce Rossa Internazionale aveva riferito che negli ultimi tre anni, 21 membri dello staff hanno lasciato l’ente dopo aver pagato per ”servizi sessuali”.




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