Lodi: autisti bus ostaggio delle profughe, minacce e mani al collo

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Senza biglietto ma anche minacciose, pronte all’insulto. E addirittura, un’aggressione fisica. Gli autisti dei bus della Line di Lodi, che gestisce diverse tratte tra cui quella che parte da Castelnuovo Bocca d’Adda e arriva a Piacenza, a Codogno e a San Donato Milanese, sono ostaggio delle profughe del centro di accoglienza ricavato nella casa di riposo di Meleti.

Come messo nero su bianco in una mail spedita poco più di dieci giorni fa al comune di Meleti e alla Prefettura di Lodi, si parla apertamente di minacce, insulti, intimidazioni citando anche un episodio di aggressione fisica quando una cosiddetta profuga avrebbe messo le mani al collo ad un autista. Gli autisti finiscono nel mirino, rei probabilmente di cercare di far rispettare le regole. Senza considerare che, nella missiva di denuncia, vengono lamentati utilizzi impropri dei biglietti, obliterati più volte o addirittura falsificati, mentre in diverse occasioni il servizio viene goduto senza pagare il ticket. Gli autisti, stanchi della situazione, si sono rivolti ai propri rappresentanti per la sicurezza in seno all’azienda la quale ha poi scritto ai diretti interessati e in copia pure ai responsabili della struttura di accoglienza.

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All’interno della casa di riposo sono ospitate circa 25 donne africane, che periodicamente utilizzano i bus della tratta per recarsi in altri paesi della zona. «La situazione è nota e anche noi come Comune ci siamo interessati interpellando i responsabili della struttura i quali hanno ribadito che, al di fuori del centro, è difficile se non impossibile correggere determinati comportamenti. Si fa il possibile per vigilare all’interno dei locali in termini di regole e disciplina, ma all’esterno è molto più complicato», sottolinea il sindaco del paese, Mario Rocca.




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