La psicopolizia di Minniti ha scovato, forse, 12 ‘fake news’ in 2 mesi: li paghiamo anche

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Agli italiani residenti all’estero propaganda politica insieme alla scheda elettorale? Trattasi di fake news, una delle 12 ‘certificate’ finora dal Commissariato on line della polizia di Stato. Il servizio, presentato lo scorso 18 gennaio dal ministro dell’Interno, Marco Minniti e dal capo della Polizia, Franco Gabrielli – consente ai cittadini di segnalare una possibile notizia falsa, sulla quale la polizia attiverà verifiche se si tratta di informazioni “manifestamente infondate o tendenziose, ovvero apertamente diffamatorie”. Se le verifiche indicheranno che si tratta di ‘fake’, finirà sul sito del commissariato on line con un ‘bollino rosso’.

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Immaginare che paghiamo dei personaggi perché vaglino le segnalazioni di altri personaggi e decidano se sono notizie vere o meno – nel caso della scheda elettorale è come se Pacciani avesse deciso o meno della sua condanna – è triste.

E pensare che agenti della Postale vengano sottratti alla caccia ai pedofili online, nelle cui grinfie sono migliaia di bambini mostrati in rete in vere e proprie prigioni del sesso deviato, per scovare ben 12 fake news, fa incazzare. Molto.

A proposito, la foto utilizzata come ‘modello’, è sì una ‘bufala’, creata da qualche demente per depotenziare la gravità della storia reale dietro la foto:

Un momento della presentazione del servizio della Polizia postale contro le fake news presso il Centro Anticrimine Informatico a Roma, 18 gennaio 2018.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Non era il funerale di Riina. Era il funerale di quello che poi la polizia indicò membro della mafia nigeriana ucciso a Fermo dopo che aveva aggredito un giovane locale. Era meglio se andavano al funerale di Riina.

Ps. Ovviamente tra le fake news non c’è quella dei media di distrazione di massa che, ancora, definiscono ‘Canale di Sicilia’ l’area antistante la Libia. Perché è fake news di Stato.




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