“Padre nostro che sei…Allah”: a Bergamo la Pasqua è islamica

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Prove tecniche di religione globale. A Bergamo il vescovo benedice il sussidio per la Quaresima preparato dalle Acli. Addio via Crucis e meditazioni dei santi. Ma preghiere musulmane e di altre confessioni non cristiane.

Con pubblicità del patronato a lato delle preghiere: poco sacro e molto profano.

Scrive il quotidiano cattolico La Nuova Bussola Quotidiana:

L’iniziativa vede come artefici le Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) che con una mano offrono ai fedeli orobici un sussidio per meditare in preparazione alla Pasqua e con l’altra, scegliete voi se la destra e la sinistra, ne approfittano per invitare tutti a compilare il 730 presso i loro uffici.

A dare ancor più autorevolezza al sussidio c’è anche una introduzione nientemeno del vescovo di Bergamo che invita a leggerlo.

L’opuscolo si chiama Verso la Pasqua 2018 da credenti nella storia degli uomini e già dal titolo si capisce già dove si va a parare: da credenti e non da cattolici, nella storia e non nella gloria.

Nell’introduzione si specifica che «questo testo nasce dalla volontà di accompagnare i cristiani durante il periodo di Quaresima». Ancor più ambiguo lo schema proposto per le riflessioni: «All’inizio di tutte le settimane è proposto il testo di un “maestro” nella fede che accompagna la riflessione lungo la settimana». Vediamo di quale fede si tratta: c’è quella cattolica, da don Tonino Bello ad altri, ma c’è anche quella ebraica con Martin Buber e Etty Hillesum e c’è quella protestante con una docente di teologia protestante, Lytta Basset. Altre riflessioni sono preparate da Lisa Cremaschi, una monaca di Bose, segno che laddove c’è sincretismo e relativismo, ecco che Enzo Bianchi e la sua equipe sono pronti a impancarsi a dottori della legge.

Prima di leggere le preghiere di altre religioni proposte, è bene chiarire che l’iniziativa è voluta scientificamente. Le preghiere vengono infatti definite così: preghiera dalla tradizione religiosa universale. Non semplicemente: preghiera di altre religioni. Troviamo infatti qui il concetto di religione universale tanto caro a molti oggi nella Chiesa cattolica: un’unica grande Chiesa che passa da Che Guevara e arriva a Madre Teresa. Insomma: un concetto simile.

E in tutto questo il vescovo che cosa fa? Benedice. «Carissimi – scrive il prelato Francesco Beschi -, anche quest’anno le ACLI di Bergamo hanno preparato questo testo per accompagnarci nel tempo di Quaresima e ben volentieri scrivo queste righe di introduzione». Insomma, sembra proprio che al pastore orobico non faccia problema che un sussidio di meditazione per la Quaresima non solo sia preparato da un patronato, ma venga inframmezzato da preghiere di altre religioni.

Veniamo ora, sempre secondo allo schema della tradizione religiosa universale, dopo aver incontrato una preghiera dello Zimbabwe, al pezzo forte: «Nel nome di Allah, il clemente, il misericordioso. Sia lode al Signore dell’Universo che ci ha creato e costituito in tribù e nazioni, affinché potessimo conoscerci, non disprezzarci a vicenda. Se il nemico propende per la pace, anche voi fate altrettanto e abbiate fiducia in Dio, perché il Signore è colui che ode e conosce ogni cosa. E i servi di Dio, Santi sono quelli che camminano sulla Terra con umiltà, e nel rivolgerci a loro, diciamo: pace».




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