Newcastle, le gang islamiche hanno stuprato 700 ragazzine bianche: “Tanto non ci fanno nulla”

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Un nuovo capitolo nell’atroce storia degli stupri etnici in Inghilterra: migliaia di violenze perpetrate da gang islamiche ai danni di poco più che bambine locali.

Ieri sono stati rivelati tragici particolari sugli stupri avvenuti in una città inglese, da parte di gang con alla guida i personaggi islamici in foto con la complicità di una donna locale, dei quali sono rimaste vittime almeno 700 ragazzine inglesi: avete letto bene, settecento. E’ stato steso un rapporto di 150 pagine.

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I “molestatori” ritenevano “improbabile essere perseguiti”, perché indagare su di loro sarebbe stato considerato ‘razzista’. E’ la storia che si sente in tutti questi stupri etnici avvenuti in Inghilterra: poliziotti e dirigenti dei servizi sociali che non approfondiscono le denunce, per timore di essere denunciati, loro, per razzismo. Tale è lo stato di terrore totalitarista della religione multiculturale.

Gli esperti hanno rivelato che le vittime rimarranno segnate a vita a causa della brutalità delle violenze subite.

La storia è sempre simile: “Volevo andarmene. Mi è stato dato da bere. Continuavo a dire di no e combatterli. Ero molto stanca e mi sono addormentata. Quando mi sono svegliata, ero stata stuprata. Mentre dormivo sono stata stuprata”. Le sequestravano per strada o le ‘accalappiavano’ come randagi. Tutte ragazzine figlie di famiglie ai margini, di quella classe lavoratrice bianca abbandonata a se stessa. E finite nella rete come prede.

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Il team di Serious Case Review ha intervistato diversi aguzzini, tra i quali un richiedente asilo, per cercare di capire le motivazioni che li hanno portati ad abusare di donne e ragazzine vulnerabili: il migrante si è rifiutato di mostrare rimorso.

Secondo il rapporto i violentatori “provenivano da una vasta gamma di ambienti, inclusi pakistani, bengalesi, indiani, iraniani, iracheni, curdi, turchi, albanesi e dell’Europa orientale”. Ma in maggioranza parliamo di pakistani.

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L’unico ad accettare di parlare liberamente, il profugo, ha raccontato di avere trascorso 10 anni in Turchia, circa cinque in Grecia e un po’ di tempo in Italia e in Francia, e sperava di arrivare in Canada.

Ha schiavizzato una ragazzina di 15 anni, ma ha detto al team di inchiesta che è stato condannato solo “a causa di una cospirazione da parte del governo, della polizia e del giudice che ha pagato le vittime”.

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Il rapporto continua: “Se condannato per stupro nel suo paese d’origine, sarebbe stato decapitato o seppellito fino al collo e lapidato”.

Ha parlato in modo dispregiativo della mancanza di morale nelle ragazze britanniche e ha descritto quello che avveniva.

Secondo molte delle vittime queste gang farebbero queste cose anche in altri Paesi.




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