Va a cambiare sesso in Usa: pagano contribuenti italiani (21 mila euro)

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Che poi non ‘cambiano sesso’, perché non si può, vengono amputati dell’organo sessuale e inzeppati di ormoni

Altra sentenza ‘creativa’ della magistratura rossa. Un uomo con disturbi dell’identità di genere andrà a farsi operare negli Stati Uniti e il conto sarà a carico della Regione Veneto (contribuenti veneti) e l’Ulss pagherà anche i voli. Andata e ritorno. Al paziente e all’accompagnatore. Perché mica può andare solo, per poi tornare indietro senza palle.

Preventivo del costo:21 mila dollari più altri 15 mila per le spese di viaggio con un accompagnatore. Alla risposta negativa e all’invito a farsi operare in Italia, l’uomo aveva avviato una causa conclusa nel 2015 con una sentenza del Tribunale di Treviso che gli dava ragione,sostenendo che l’Ulss doveva farsi carico dell’80% delle spese.Al rifiuto dei sanitari trevigiani di autorizzare la spesa è seguita un’altra causa. Ieri l’Ulss di Treviso ha comunicato la disponibilità ad affrontare la spesa.

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Perché secondo il tribunale di turno, se l’intervento non è possibile farlo in Veneto, vuoi perché non ci sono strutture adeguate o perché i tempi di attesa sono elevati, si può andare fuori regione. Nel caso, anche all’estero. E questo si applica anche per interventi che non risolvo quello che è un problema psichiatrico, come dimostrano i suicidi post-operatori, visto che puoi asportare l’organo sessuale, non mutare la conformazione cerebrale di quello che rimane un uomo.

A darne notizia è Alessandra Gracis, avvocato di Treviso anche lui nato uomo ma diventata donna nel 2012 (nel senso che non ha più i cosiddetti), paladino della causa per i cambi di identità di sesso, arrabbiatissimo/a con il capogruppo della Lega in consiglio regionale Nicola Finco che giusto giovedì ha fatto approvare una mozione contro il Centro di Abano Terme deliberato dalla giunta di Luca Zaia. Centro che servirà a cambiare sesso direttamente in Veneto: perché l’emergenza non sono i malati di tumore, ma chi crede di essere altro da quello che è.

Non è tanto un problema di chi ha queste patologie mentali – la ‘dissonanza sessuale’ è una malattia – perché ci sono sempre stati. Il problema è l’ambiente corrotto che confondendo il menefreghismo con la tolleranza, asseconda queste follie. La conferma è anche come i media trattano la questione, come fosse ‘gossip’ e non un dramma. Sono megafoni del crepuscolo di una civiltà.




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