Facebook viola la par condicio e cancella questo manifesto elettorale Lega

Condividi!

Facebook ha violato la par condicio. E’ da quando è iniziata la campagna elettorale che viola la par condicio, eliminando tutte le pagine non di sinistra. In una scientifica pulizia etnica per favorire il PD.

L’ultimo caso, la cancellazione di un volantino elettorale leghista del sindaco di Miane Angela Colmellere.

Il post della capolista alla Camera dei deputati nel collegio plurinominale Veneto 1 di Treviso-Belluno è stato segnalato a Facebook che lo ha eliminato d’ufficio. Teppisti digitali.

Ci domandiamo: perché vengono regolamentate le televisioni, e non viene regolamentato Facebook, impedendo che cancelli materiale, pagine ed account che non violano le leggi italiane ma solo la ‘sensibilità’ dei fanatici sinistrati?

Ecco nel dettaglio quanto successo come raccontato online dal sindaco Colmellere che ha persino ricevuto minacce di morte:

“Il post sulla sicurezza scritto da me ieri, è stato cancellato da Fb probabilmente a causa delle segnalazioni di alcuni personaggi che (spesso celati sotto nickname) mi hanno augurato ogni male possibile, con minacce di morte o altre irriferibili nei miei confronti. Mi sono limitata ad esprimere una mia opinione (peraltro arcinota) senza attaccare nessuno, in modo non violento, e di contro ho ricevuto minacce, ingiurie di ogni tipo che provvederò a segnalare alle Autorità competenti affinché vengano presi congrui provvedimenti. Peraltro gli attacchi riguardavano la mia persona, non il merito delle mie affermazioni sulla legittima difesa, sulle quali evidentemente questi leoncini da tastiera non hanno argomenti adeguati.

Riguardo il mio post di ieri, ribadisco la mia posizione. Penso che lo Stato abbia due DOVERI:
1) Dare alle forze dell’ordine uomini e mezzi adeguati per difendere i cittadini, e ai Comuni i fondi per assumere polizia locale non per far multe ma a presidio del territorio. A questo dovere lo Stato ha abdicato ormai da anni, come giustamente rilevano i sindacati di categoria e i cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con paesi e città insicuri.
2) Mettere mano finalmente a una legge chiara sulla legittima difesa, che non costringa più chi difende la propria famiglia a ritrovarsi imputato per tentato omicidio, con l’aggravante di dover pure risarcire il criminale. Questo succede oggi. Chi entra in casa mia, sa che sta commettendo un reato e io devo avere il diritto di difendere la mia famiglia, la mia casa, la mia azienda, in modo regolato dalla legge, senza abusi e in modo legale. Cosa che oggi non avviene.

Quanto alla foto da me pubblicata ieri, è stata scattata durante una esercitazione tra sindaci al poligono di tiro, organizzata dall’Ana di Vittorio Veneto e vinta, per la cronaca, da un sindaco che oggi è candidata per il PD al proporzionale.

VERIFICA LA NOTIZIA

Quindi ribadisco: i cittadini debbono essere preparati, la detenzione di armi deve essere normata con attenzione e l’uso regolamentato, altrimenti il nostro Paese si trasforma in un Far West. Non sono, queste, dichiarazioni inedite o originali per me. L’ho sempre detto e lo ripeto. L’ipocrisia maggiore è di coloro che ritengono, in un contesto come quello odierno e visti i casi di rapine in casa che si stanno purtroppo ripetendo, che un cittadino debba restare indifeso. Dallo Stato e dalla Legge. Facciamo allora questa legge sulla Legittima Difesa, è il mio impegno se sarò eletta deputato il prossimo 4 marzo. Una legge che delimiti nel dettaglio dove esiste legittimità e dove un abuso. Tutto questo non servirebbe, se lo Stato desse alle forze dell’ordine i mezzi per difenderci, cosa che mi auguro accada. Queste le mie precisazioni”.

Il prossimo governo deve mettere un freno all’arroganza del bullo coi brufoli di Silicon Valley, che si comporta peggio dei capitalisti della rivoluzione industriale. Regolare facebook e i social network, ovviamente a favore della libertà di espressione, non come vorrebbe la fanatica con le ciabatte, impedendo che censurino le idee non di sinistra, è essenziale.




Lascia un commento