Non lascia molestare la fidanzata, italiano massacrato da immigrati

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Difende la fidanzata da due migranti molesti, per questo un 20enne italiano è stato massacrato di botte fuori da una discoteca di Perugia nella notte tra il 13 e 14 febbraio.

La polizia ha arrestato un rumeno 20enne e un colombiano 21enne. A carico dei due stranieri sono emersi una marea di precedenti: il colombiano annoverava rapina, furto, reati in materia di stupefacenti, resistenza, lesioni oltre ad un avviso orale emesso dal Questore di Roma nell’aprile dello scorso anno ed un provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno del 2016 da parte della Questura di Perugia. Quanto al rumeno, invece, ci sono ricettazione, stupefacenti e porto di oggetti atti ad offendere.

Ora abbiamo anche gli ‘avvisi orali’. Un servizietto di Stato.

I due, dopo aver massacrato a calci, pugni e bottigliate il perugino, hanno anche aggredito i poliziotti in Questura, tentando di prenderli a pugni. Un agente è finito al pronto soccorso per una distorsione.

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Secondo la ricostruzione della polizia di Perugia i due, intorno alle due del mattino, si sono avvicinati a un gruppo di ragazzi nel parcheggio e hanno cominciato a infastidirli. I giovani li hanno allontanati, ma i due sono passati alle mani: prima hanno colpito un ragazzo al volto, poi si sono accaniti sull’amico, un perugino di 20anni intervenuto per difendere la fidanzata. Il colombiano, secondo la polizia, gli ha sferrato una testata al volto e lo ha fatto cadere a terra e, senza dargli il tempo di rialzarsi, è stato afferrato e scagliato contro un’auto. Poi le bottigliate in faccia, fino a rompere la bottiglia. Il perugino è caduto di nuovo e i due stranieri lo hanno massacrato a calci.

Il giovane, condotto in pronto soccorso, riportava contusioni al capo oltre alla frattura delle ossa nasali, una ferita sul naso e abrasioni al volto con prognosi di 25 giorni.

I due sono stati arrestati per concorso in lesioni aggravate; al colombiano è stata contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale. Trattenuti nelle camere di sicurezza su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati giudicati con rito direttissimo ad esito del quale il Giudice ha convalidato gli arresti.

Ma poi ci sarà un ‘avviso orale’.




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