Francia, retata di militari islamici: sparite armi

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A dimostrazione che si stanno infiltrando nei gangli della società europea, una poliziotta 20enne, musulmana, è coinvolta nella scomparsa di due pistole automatiche di servizio Sig Sauer calibro 9 mm. Il furto è avvenuto il 25 agosto scorso presso la Direzione territoriale di Seine-Saint-Denis, a Bobigny. Banlieu ad alta densità islamica di Parigi.

Uno dei motivi per i quali in Paesi come Francia e GB si arruolano ‘minoranze’, è che, dicono, in questo modo le polizie potranno interagire meglio con i “nuovi cittadini”. Non pensano che i “nuovi cittadini” useranno questa opportunità per infiltrarsi e favorire, come già accaduto, gli attentati islamici.

La donna, incriminata, è stata sospesa dal servizio e sottoposta a detenzione temporanea, assieme ad altri tre presunti complici, di età compresa tra i 19 ed i 29 anni. Tra questi figura anche un militare.

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Già altre volte, in passato, la sua condotta aveva insospettito i colleghi, che ritenevano si fosse radicalizzata.

Due mesi e mezzo dopo il furto, un militare si era ferito con un colpo d’arma da fuoco nella vicina caserma della Seine-et-Marne. Il calibro corrispondeva a quello delle pistole rubate. Il militare dichiarò di essere stato colpito da un individuo incappucciato, mentre faceva jogging nella foresta di Ozoir-la-Ferrière, a Seine-et-Marne. Ma tale versione, subito ritenuta poco plausibile, è stata presto smontata. Da vittima, l’uomo è divenuto un sospettato. E si è presto verificato come, a fargli visita in ospedale, vi fossero diverse conoscenze in comune tra lui e l’ausiliaria, guarda caso originaria di Seine-et-Marne.

Alla fine sei persone sono state arrestate ed incarcerate la scorsa settimana. Cinque di loro sono state incriminate per furto organizzato da pubblico ufficiale, associazione a delinquere ed occultamento di armi, una delle quali è stata ritrovata, l’altra no.




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