Svezia: “La guerra civile è già iniziata”

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Sono 23 le cosiddette ‘no go zone’, le aree del Paese, quelle ad alta densità di migranti, dove la polizia non può entrare e i cittadini svedesi non sono i benvenuti:

Nei giorni scorsi il premier svedese ha parlato di inviare l’esercito per riprendere il controllo di queste aree ormai, di fatto, ‘indipendenti’. Piccole Gaza crescono nel cuore dell’Europa.

A dicembre, centinaia di donne sono scese in piazza a Malmo, in Svezia, per protestare contro i continui stupri perpetrati da immigrati. L’ultimo terribile episodio riguarda una ragazza di 17 anni che è stata stuprata e orrendamente seviziata, gli stupratori hanno tra l’altro dato fuoco alle sue parti intime, da una gang di immigrati.

Dan Eliasson, commissario della Polizia Nazionale Svedese, ha reso noto che ormai le forze dell’ordine non sono in grado di entrare in alcuni di questi ghetti e ha lanciato tramite la tv l’appello a fare qualcosa: in alcuni quartieri addirittura i commissariati sarebbero stati chiusi. Più di qualcuno invoca l’invio dell’esercito. Anche il Partito Socialdemocratico al Governo deve ammettere che l’ingranaggio del “paradiso svedese dell’integrazione” si è inceppato. “Schierare l’esercito non sarebbe la mia prima scelta”, ha detto il primo ministro Stefan Lofven in un’intervista all’agenzia di stampa TT, “ma sono pronto a fare tutto quello che servirà per assicurarmi che la vera criminalità organizzata venga fatta sparire”.

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Sono sempre di più gli svedesi che ritengono sia giunto il momento di posare la carota e prendere il bastone. Lo testimonia l’ascesa politica dei Democratici Svedesi, partito di estrema destra che in dodici anni, dal 2002 al 2014, è salito dall’1,4% al 12,9%, conquistando 49 seggi in Parlamento. E la questione si fa intrigante in vista delle elezioni di settembre. Nel Paese, infatti, cresce il numero di quanti la pensano come Patrik Engellau, esperto di geopolitica che ha lavorato anche all’Onu, il quale sul proprio sito scrive: “Temo che possiamo essere alla fine della Svezia come società organizzata, decente e egualitaria, come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Non mi sorprenderei se si scatenasse un conflitto, una possibile guerra civile. La guerra civile è già iniziata”.




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