Saliva africana sul corpo della povera Pamela: violentata e strangolata

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Saliva sul seno della povera Pamela, fatta a pezzi dai nigeriani. Questa traccia, insieme ad altri indizi, fanno pensare ai consulenti medico legali della procura che la ragazza abbia subito una violenza sessuale prima di essere uccisa.

La traccia di saliva sul seno fa pensare a una violenza sessuale, indizio che si legherebbe anche al fatto che dal corpo mancano piccoli frammenti di pelle dalla zona del bacino: una operazione che si potrebbe spiegare con la volontà di eliminare possibili tracce di un abuso. Il fatto invece che manchino altri piccoli frammenti dal collo potrebbe far supporre che sia stata strangolata, anche perché la lingua era incastrata tra i denti, come avviene nei casi di soffocamento. Infine, gli accertamenti hanno concluso che il colpo alla testa e le coltellate al fegato sarebbero arrivati quando lei era ancora viva.

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Se anche la perizia tossicologica del professor Rino Froldi – ormai quasi ultimata – confermerà che non c’è stata alcuna overdose, sebbene la ragazza abbia al braccio il segno di una iniezione, sarà dimostrato che la diciottenne è stata uccisa.

I carabinieri del Ris hanno prelevato campioni di saliva da tutti gli indagati e anche dalla ragazza, per ricostruire il Dna e confrontarlo.

Il primo fermato, Innocent Oseghale, incastrato da chi lo ha accompagnato a portare i trolley a Pollenza, da chi lo ha visto con Pamela la mattina di martedì, e poi a comprare la candeggina quel pomeriggio, ha intanto ritenuto di cambiare avvocato; ora è difeso da tal Simone Matraxia.




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