Profugo spacciatore liberato dopo 24 ore, è già tornato in hotel

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Nulla da fare. I carabinieri arrestato i profughi che spacciano, i magistrati rossi li rimettono in libertà usando le leggi dei loro referenti politici.

È uscito dal tribunale abbracciato alla sua compagna, libero di muoversi, diretto all’hotel di Brescello, dov’è ospitato insieme agli altri richiedenti asilo seguiti, come lui stesso ha dichiarato, dalla cooperativa Dimora d’Abramo. La famigerata coop Dimora d’Abramo.

Si è conclusa così l’udienza di convalida dell’arresto a carico di Luckystar Chukwudi Mmaduka, il nigeriano di 33 anni più noto come “il cresta” in virtù della sua acconciatura, accusato di detenzione e spaccio di droga.

La vicenda:

Reggio Emilia: il 50% degli spacciatori ha il permesso umanitario

Ieri, seduto accanto alla traduttrice e all’avvocato difensore Federico De Belvis, l’imputato ha ammesso i fatti: a incastrarlo anche quei due cellulari (uno in tasca, l’altro trovato nell’appartamento) con le chiamate ai due clienti fermati dall’Arma. Il pm onorario, per conto del pm Valentina Salvi, ha chiesto il divieto di dimora in città in considerazione della modica quantità di droga sequestrata.

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Il giudice Sarah Iusto ha convalidato l’arresto, accolto la richiesta proposta dall’accusa e concesso il nulla osta per l’espulsione. Quest’ultima, però, sarà tutt’altro che immediata: perché in quanto richiedente asilo, finché la commissione di Bologna non si pronuncerà non potrà in ogni caso essere espulso dal territorio nazionale.

Una barzelletta targata PD. Nemmeno se spaccia il profugo può essere espulso automaticamente. Eppure basterebbe una leggina che faccia decadere la richiesta d’asilo in caso di reato commesso dal richiedente. Ma poi le coop del PD perderebbero il 99 per cento dei clienti.




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