Pamela, negoziante incastra nigeriani: «Hanno comprato qui la candeggina»

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«Sì sono proprio loro, sono venuti il pomeriggio del 30 gennaio a comprare la candeggina». Quella candeggina poi usata per tentare di cancellare le tracce dell’omicidio e dello scempio sui resti di Pamela.

Il titolare e la commessa del negozio «Acqua e sapone» di Macerata hanno identificato Innocent Oselaghe, 29 anni, e Desmond Lucky. E hanno aggiunto che i due avevano in un primo momento chiesto dell’acido. Con l’intento di sciogliere il cadavere della ragazza e sbarazzarsene definitivamente.

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Sempre grazie al controllo del traffico telefonico e delle celle emerge che Desmond Lucky si è allontanato dalla casa dell’orrore, verosimilmente per andare a prendere il trolley, per poi tornarci e aiutare gli altri due a riempirlo con i poveri resti della ragazza. Un’operazione a cui si sarebbe invece sottratto il quarto indagato, un trentanovenne, anche lui nigeriano, che il 30 gennaio aveva ricevuto una telefonata da Oselaghe. «Vieni a casa mia, una ragazza sta male», ma il trentanovenne ha rifiutato la richiesta di aiuto e non è andato nell’appartamento di Oselaghe. Circostanza confermata dal fatto che il telefonino dell’indagato non aggancia la cella telefonica dov’è avvenuto il delitto.




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