Nigeriani, quando procuratore Antimafia disse: “Speriamo non facciano quello che temo”

Condividi!

«Sapete che abbiamo una comunità criminale nigeriana in Italia che fa paura? Ma i nigeriani in Italia non commettono reati in danno di soggetti italiani. Loro si fanno le guerre tra di loro, trafficano in droga, prostituzione, ma non attaccano il territorio. Speriamo non accada».

E’ accaduto. Lo disse mesi fa, in parlamento, il procuratore Antimafia Roberti. Ancora non avevano fatto a pezzi Pamela.

«I gruppi criminali nigeriani continuano a distinguersi per le modalità particolarmente aggressive con le quali realizzano i traffici di stupefacenti e la tratta degli esseri umani, finalizzata alla prostituzione».

In Italia, evidenzia la Dia, «opera il sodalizio nigeriano denominato black axe, una consorteria a struttura mafiosa ben radicata anche in altri contesti, il cui vincolo associativo viene, tra l’altro, esaltato da una forte componente mistico-religiosa».

VERIFICA LA NOTIZIA

«Qui sta arrivando un enorme numero di nigeriani – aveva spiegato in audizione -. E noi abbiamo un grosso problema con la Nigeria. Pensate che la Procura nazionale antimafia, ai tempi del compianto collega Piero Vigna, che ne era il Procuratore all’epoca, fece un memorandum di intesa che non siamo mai riusciti in concreto ad attivare. Loro lo sottoscrissero, ma non l’abbiamo mai attivato, proprio per la resistenza dei nigeriani».

Ma tra le criticità nella lotta alla mafia «nera», Roberti ha segnalato il «problema di trovare interpreti affidabili, perché sanno che queste presenze in Italia sono molto pericolose per i connazionali nigeriani, per gli appartenenti alla stessa etnia, e fanno anche un po’ di resistenza a fornire il servizio di interpretariato».

Ci sarebbe una soluzione semplice: espulsioni di massa.




Un pensiero su “Nigeriani, quando procuratore Antimafia disse: “Speriamo non facciano quello che temo””

  1. Ci sarebbe una soluzione semplice: espulsioni di massa.

    Ma anche l’impiego dell’esercito dopo averlo ritirato “al completo” da quelle inutili idiozie camuffate da missioni di pace all’estero. Cosa diavolo c’entra l’Italia con paesi quali Afghanistan, Libano e compagnia cantante?

Lascia un commento