Pulizia etnica, anche Ghisberto bannato da Facebook

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La pagina Facebook di Ghisberto, noto vignettista anti-immigrazione, è stata cancellata giorni fa. Prosegue così la pulizia etnica di Facebook contro chiunque non sposi le deliranti idee dei non pensanti.

Al di là del segnalatore molesto che ne rivendica la morte digitale – che incredibilmente è un altro disegnatore, tal Francesco Artibani – è evidente il disegno perseguito dal social network: eliminare le pagine non di sinistra in previsione delle elezioni.

Così dopo SCL e le pagine riconducibili a Vox (ma ci saranno sorprese), ecco scomparire un’altra pagina facebook non omologata.

Questi segnalatori molesti ricordano molto i bambini scemi e un po’ sfigati che ad ogni piè sospinto chiamavano la maestra. Sono gli utili idioti di facebook. I servi sciocchi del regime. Gente che difende la libertà solo quando si tratta della loro libertà.

Ghisberto era emerso al grande pubblico proprio per la risposta a Charlie Hebdo dopo il crollo dell’Hotel Rigopiano in Abruzzo lo scorso anno, quando una slavina travolse l’hotel causando ventinove vittime. Il giornale francese quella slavina la cavalcò con la Morte; Ghisberto, invece di segnalare anonimamente su Facebook, rispose con una vignetta che parodiava quella di Charlie facendo intervenire il Soccorso alpino. Una volta scoperto, Ghisberto è stato molto amato e molto odiato. Vignette fuori dai denti, politicamente scorrette, a volte al limite del buon gusto, soprattutto di quello radical chic di sinistra, troppo abituato a scrivere, parlare e disegnare senza essere controbattuto. Lui e pochi altri in Italia sono riusciti a prendere un po’ di scena alle armate della minoranza rumorosa, coccolata dai giornali, dai festival e dai Mollica di turno.

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Facebook è già un social network in fase calante. Questa ossessiva censura contro chi produce il contenuto più interessante – perché il politicamente scorretto è infinitamente più interessante delle puttanate buoniste partorite da giornali e pagine alla Saviano – non potrà che accelerarne il declino.

Alla fine rimarranno solo Repubblica e HuffPost, che fanno satira involontaria. E qualche disegnatore Disney.

Comunque il prossimo governo dovrà intervenire a regolare Facebook e gli altri social network. Regolarli in senso ‘liberale’, come si sta discutendo negli Usa. Ovvero impedendo che possano censurare pagine, account e contenuto che non viola la legge.

Molti dicono che Facebook è un’azienda privata e quindi a casa propria ognuno ha il diritto di fare ciò che gli pare: errore, Facebook è come la concessionaria di autostrade, non può decidere di impedire a chi ha l’auto gialla di passare. Può, semmai, impedirlo a chi vuole andarci in bici.




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