Pamela «scarnificata» dai nigeriani: erano in tanti, in quella casa



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«Sottrazione del rivestimento cutaneo e sottocutaneo del torace, scarnificazione, riduzione delle cosce allo scheletro femorale e a pochi tessuti dissanguando completamente e sottoponendolo a lavaggio a base di sostanza di cloro al fine di cancellare ogni prova di contatti fisici con gli indagati».

Questo hanno fatto i nigeriani a Pamela.

Per questo per Desmond Lucky e Lucky Awelima, dopo Innocent Oseghale, è scattata stamattina la misura cautelare, lo ha deciso il Gip su richiesta della procura. Il fermo è stato convalidato.

E mentre sono confermate le accuse (omicidio volontario, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere in concorso) per i tre nigeriani che il 30 gennaio stazionano dalle 12 alle 18 nell’attico dell’orrore di via Spalato, affiorano altri particolari del macabro e immediato post morte della povera Pamela.

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A caldo si era parlato di pelle rimossa per le pesanti abrasioni della candeggina, invece non è andata esattamente così. La procura parla di sottrazione di cute e anche della sottocute fino alla «scarnificazione» di alcuni parti del torace senza arrivare però all’asportazione di organi. Mancano, sì, parti del collo, dei seni, dell’organo femminile, del bacino e del torace. «Al fine – annota la Procura – di cancellare le prove di contatti fisici con gli indagati». Sebbene non figuri tra le ipotesi di reato si può intuire, ma non formalizzare la violenza di gruppo.

E si parla di due impronte plantari, di 4/5 palmari, tantissime digitali e non si è ancora entrati nel recinto dei liquidi salivari o seminali. Con ragionevole fiducia, il reparto speciale dei carabinieri ritiene che nonostante il massiccio lavaggio a base di candeggina, i resti del corpo di Pamela siano in grado di parlare.

Per ora è dato sapere solo che le tracce appartengono a diversi profili maschili, perimetro molto ampio che affronterà nelle prossime ore la scrematura decisiva, quella del match, la comparazione con le tracce biologiche dei tre indagati che ieri in carcere sono stati sottoposti a nuovi prelievi.

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